sabato 22 settembre 2018

[Segnalazione] - Il gusto speziato dell'amore di Silvia Casini

Buon giorno amici del bosco. Rieccoci al sabato dedicato alle segnalazioni.
Oggi ospitiamo Silvia Casini e il suo nuovissimo romanzo! 



Il gusto speziato dell'amore di Silvia Casini
 

Stella gestisce una libreria galleggiante sul Tevere specializzata in arte culinaria ed è l'autrice di Florario rock, il ricettario bestseller che ha firmato con lo pseudonimo di Josephine Alcott. Quando Gabriele, appassionato di cucina, si imbatte nella lettura del ricettario decide di contattare l'autrice, con la quale instaura una fitta corrispondenza. Ma cosa accadrà quando scoprirà che non esiste nessuna Josephine Alcott? Una storia d’amore frizzante, ironica e indimenticabile, che fonde sapientemente musica, letteratura e cucina. In appendice Florario rock, l’inedito ricettario gastronomico-musicale di Josephine Alcott.

Un romanzo frizzante, romantico e ironico, che fonde sapientemente musica, cinema, letteratura e cucina.

Ebook su tutti gli store on-line dal 12 settembre.
Edizione cartacea in tutte le librerie dal 26 settembre.

L'autrice
Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, Silvia Casini ha ricoperto il ruolo di project manager presso l’Istituto Internazionale per il Cinema e l’Audiovisivo dei Paesi Latini di Gillo Pontecorvo e Sandro Silvestri. Si è occupata di relazioni internazionali e della promozione dei film italiani all’estero. In seguito,si è specializzata in marketing strategico e ha iniziato a collaborare con diverse case di produzione e distribuzione cine-tv nel settore del product placement e del co-marketing. Attualmente è consulente per Echo Group s.r.l. nell’ambito del product placement, del co-marketing e del media scouting. Negli anni, ha collaborato con diverse testate giornalistiche e siti web, come Youmovies.it, DirettaNews.it, CheDonna.it, UniversoMamma.it, PianetaDonna.it, Girlpower.it, PianetaMamma.it, Tevere Notizie, Empire Magazine Italia, Vox Roma, Pink Italia Magazine, ecc. Ha pubblicato Magia e altri amori. Pensieri e micro-racconti strampalati alla fermata del treno (Edda Edizioni), L’appendifiabe (Nadia Camandona editore), Tutto in una notte (Libro/mania) e Di magia e di vento (Antonio Tombolini editore). Ha fondato Upside Down Magazine assieme a un gruppo di scrittrici italiane, dove si occupa di recensioni filmiche e letterarie.


“Silvia Casini cattura il lettore con il suo stile articolato e magistrale.” 
The Reading’s Love



.

venerdì 21 settembre 2018

Blogtour "Euridice" - Quinta tappa intervista all'autrice Romina Bramanti

Salve cari amici del Bosco,

partecipiamo con entusiasmo al blogtour di presentazione del libro Euridice della cara amica Romina Bramanti edito Bakemono Lab, a noi spetta la quinta tappa, quella che ci consentirà di fare una bella chiacchierata con l'autrice.


Il volume, con copertina rigida,è impreziosito dalle illustrazioni di Laura Bazzechi (qui sotto a destra insieme all'autrice) e dalla versione inglese, leggibile rovesciando il libro, al contrario.



Il significato di questa storia è leggibile su più livelli. Il mito, in particolare, non è una favola ma qualcosa di più potente, pervaso da un linguaggio simbolico che aiuta a incanalare le intuizioni insite nell’essere umano con l’obiettivo di trasformarle in conoscenza di qualcosa di più profondo di quel che la realtà mostra. Con estrema sensibilità Romina Bramanti riscrive questa eterna storia, la reinterpreta e ne ricolloca tutto il senso dal punto di vista di Euridice, facendo una profonda analisi dell’animo umano, servendosi di un linguaggio poetico che fa vibrare le emozioni nascoste fra le righe semplici.


Euridice si innamora perdutamente di Orfeo, figlio della musa Calliope. La musica di Orfeo incanta tutti ed Euridice sembra vivere solo per lui. Un giorno la donna viene morsa da un serpente e sprofonda negli Inferi dove, grazie all'aiuto di Persefone, apre gli occhi sulla vita che aveva appena lasciato.

Ma sentiamo cosa ci racconta Romina

martedì 18 settembre 2018

Il chiosco di Diana di Laura Fogliati - Recensione

Ai miei amici lettori del Bosco, voglio raccontarvi una storia.

La storia di Diana, della sua vita, del suo chiosco e della sua voglia di dimenticare il passato. Ma il passato non dimentica te e spesso viene a bussarti alla porta e di colpo vacillano tutte le tue certezze e quel castello perfetto che ti sei creata intorno crolla miseramente. Questa è Diana ma queste potremmo essere tutte noi.

Vi sto parlando dell'ultimo libro di Laura Fogliati per Panesi Edizioni

Il chiosco di Diana


Il romanzo è disponibile
in ebook
e cartaceo 
in tutti gli store on line
o contattando direttamente la casa editrice

Diana gestisce l’edicola del chiosco di Piazza Gramsci, fulcro della cittadina in cui si è trasferita in cerca di un futuro migliore. La sua vita prosegue fra alti e bassi ma relativamente tranquilla, fino al giorno in cui incontra un anziano signore che le consegna un regalo misterioso: un piccolo libro che la costringerà a fare i conti con il proprio passato. Tutto si complica ulteriormente quando una sera la sua gattina fugge e, durante le ricerche, Diana incappa in Giulio, il ragazzo che amava quando era ragazzina.Una storia che viaggia sulla linea sottile del destino, oltre il tempo, oltre tutte le resistenze, oltre tutti gli ostacoli.

venerdì 14 settembre 2018

Blogtour Anime contro: terza tappa I luoghi del libro

Buongiorno amici lettori del Bosco,
vogliamo arrivare preparati all'autunno con qualche bel libro da leggere mentre fuori piove? Oppure, se il tempo ce lo permette per goderci gli ultimi raggi di sole sulla spiaggia?

Ecco un'interessante uscita per la casa editrice Npsedizioni, nuova realtà editoriale ma con un nutrito e variegato catalogo di libri per ogni genere di lettore:

Anime contro, romanzo young adults di Alessio Del Debbio, che inaugura la

collana di narrativa di NPS Edizioni. In uscita l’1 ottobre









Leonardo sbuffò, sedendosi sulle spallette di marmo, a guardare la spiaggia deserta battuta dalle onde, le Alpi Apuane che parevano proteggere Viareggio e la costa versiliese da nord, il grande Orologio al centro dei Viali a mare che segnava il tempo. Il tempo della sua frustrazione. E si chiese chi stesse davvero proteggendo.



Abbiamo partecipato volentieri al #coverreveal (qui potete scoprire di cosa parla il romanzo) ed oggi la nostra tappa del blogtour ci farà viaggiare virtualmente tra i luoghi del libro.

mercoledì 12 settembre 2018

Settembre con DarkZone - 1a Tappa [Blogtour]

Eccoci qui Lettori Erranti, siamo quasi a metà settembre e finalmente ricominciano i nostri amati blogtour con la DarkZone! Oggi scopriremo tre nuovi fantastici titoli con delle cover veramente meravigliose. Siete pronti?


Il primo libro di cui vi vogliamo parlare è Miseri resti Sepolti di Miriam Palombi

Miriam Palombi Nasce a Milano nel 1972. Ceramista, appassionata di simbologia e storia medioevale. Autrice di narrativa thriller, horror e dark fantasy. Membro della Horror Writers Association.
2014 pubblica LE CRONACHE DEL GUERRIERO, ebook edito da ST-Books, GDS edizioni. Thriller Storico.
2016 pubblica L’ARCHIVIO DEGLI DEI, DZ Edizioni. Thriller. Giunto ora alla terza edizione.
2016 il racconto Sangue Cattivo è incluso nell’antologia horror STRISCIANO SULL’ASFALTO, edito da Carmignani Editricee presentato in anteprima al Fanta Festival di Roma.
2016 pubblica PICCOLI PASSI NEL BUIO, DZ Edizioni. Raccolta horror per ragazzi. Presentato in anteprima al Romics. Giunta ora alla seconda edizione illustrata.
2017 Il racconto Miseri Resti Sepolti è incluso nell’antologia horror SPLATTER presenta B.I.H.F.F (Best Italian Horror Flash Fiction), INDEPENDENT LEGIONS PUBLISHING.
2017 pubblica IL PENTACOLO. Legacy of Darkness. Vol. I, DZ Edizioni. Trilogia Dark fantasy. Presentato in anteprima al Romics.
2018 pubblica IL RESPIRO DEL DIAVOLO. Legacy of Darkness. Vol. II DZ Edizioni.

Curiosi di scoprire altro? Continuate a leggere...

martedì 11 settembre 2018

Cover Reveal di "Giovani inversi", silloge poetica di Romina Lombardi

Bentrovati cari amici del Bosco,

eccoci nuovamente a svelare un'altra cover, di chi si tratta?

Oggi #coverReveal di "Giovani inversi", silloge poetica di Romina Lombardi

illustrata da Alice Walczer AWB. Primo volume della collana "Gli straordinari",  edita da NPS Edizioni, in collaborazione con L'Ordinario. 


Vi lascio anche qualche anticipazione sulla raccolta...

martedì 4 settembre 2018

Cuore di Tufo di Giuseppe Chiodi [Recensione]


Ben ritrovati Lettori Erranti, pochi giorni fa mi sono imbattuta in una recensione di una ragazza che seguo su instagram. Avevo parlato di quel libro durante un blog tour (qui), ed  incuriosita, ho sentito che era arrivato il momento di leggerlo. Quindi, eccomi qui a parlarvene.
Il romanzo che ho letto e di cui sto parlando è Cuore di Tufo di Giuseppe Chiodi. Andiamo a scoprirne la trama e subito dopo il mio parere…

Cuore di Tufo
di Giuseppe Chiodi
Prezzo: € 12,90
Acquistalo QUI

Ossessione, superstizione e magia nera. È il vortice in cui sprofonda Pietro Cimmino, il proprietario di un negozio di antiquariato, nel tentativo di riprendersi sua moglie. La separazione l'ha fatto impazzire; l'incontro con Dafne, studentessa beneventana, gli riaccende la fiducia in sé stesso. Ma quella misteriosa ragazza scatena la gelosia della Bella 'Mbriana, a cui l'uomo è devoto. E quando la piccola Sonia, figlia di Pietro, viene coinvolta dalle forze oscure scoperchiate dal padre, egli varca la linea che separa la realtà dall'immaginazione, la città dal sottosuolo, per salvare lei e sé stesso. Una fiaba dark fatta di riscatto e identità. C'è solo un avvertimento di cui tener conto: non fidatevi del monacello.


lunedì 3 settembre 2018

Cover reveal di Anime contro romanzo young adults di Alessio Del Debbio

Salve cari amici del Bosco,

nella quieta penombra che preannuncia l'autunno, oggi partecipiamo anche noi alla

#CoverReveal di Anime contro, romanzo young adults di Alessio Del Debbio, che inaugura la collana di narrativa di NPS Edizioni. In uscita l’1 ottobre”.


In attesa dell'uscita scopriamo insieme di cosa parla il romanzo..

venerdì 31 agosto 2018

Una serata con Marco Buticchi chiacchierando su La luce dell'impero

Buongiorno cari amici del Bosco,

la mia proposta di oggi è lo spezzino Marco Buticchi con il suo romanzo La Luce dell'impero - Longanesi Edizioni.

Il romanzo è disponibile sia in formato ebook che cartaceo

per acquistarlo clicca qui


Il braccio della sacerdotessa scattò come una molla. «So perchè sei qui assassino», sibilò la donna, tra le labbra un rivolo di sangue. «Io ti maledico. E maledico chiunque avrà con sè la Luce di Dio. Solo quando tornerà nelle mani di chi possiede il mio sangue, si placherà l'ira di Ogun.

martedì 28 agosto 2018

La stanza dei giochi di Francesco #8 The importance of dice rolling




Salve a tutti lettori e ben trovati per una nuova uscita della stanza dei giochi di Francesco. Torno dopo una consistente pausa a scrivere dopo aver promesso nuove idee, ma si sa le idee vengono quando vogliono loro. Come detto nel mio precedente numero avevo promesso di soffermarmi su alcuni argomenti del gioco di ruolo, e oggi finalmente andremo a parlare dell’importanza dei dadi nel gioco di ruolo.


Voglio fare una premessa visto che questo è un discorso da prendere con le molle; qui non andrò a indicare quale gioco sbaglia, quale gioco fa bene, perché è ovvio che ogni giocatore/master ha e avrà modi di approcciarsi al gioco diversi (come diversi sono i manuali e i regolamenti pubblicati nel corso degli anni). Quando vado a toccare tale argomento, è perché voglio esporvi le mie esperienze nel campo ed esporvi le mie conclusioni, cercando di essere più obbiettivo possibile e accurato nel mio discorso.

Il titolo dell’articolo già dovrebbe far capire come io ritenga importante la presenza dei dadi in un RPG; questa mia prima affermazione nasce non tanto dall’esperienza ma da una precisa affermazione; il fato deve essere sempre presente; si può diminuirne la portata, è possibile relegarlo solo in alcuni momento del gioco, ma è un fattore che non può e non dovrebbe essere mai cancellato; comprendo benissimo quei giocatori che, fatto un pg in un certo modo, e potenziato in modo da renderlo un esperto in uno specifico campo, rosichino per un fallimento dettato dal caso, ma esiste e può sempre avvenire. Durante una battaglia può sempre cadere su un personaggio una freccia, mentre si scassina una serratura si può sempre rompere un grimaldello e mentre si investiga, una prova può sempre essere mancata. Può sembrare tutto questo fatalista, ma sia che si voglia un gioco realistico che non realistico gli ostacoli del fato possono sempre avvenire, e ritengo ancora oggi che i dadi siano l’attuale strumento migliore per gestire questa variante.
Qualcuno potrà ribattermi che vi sono modi per giocare anche senza tiri di dado, che sono stati creati giochi di ruolo, proprio per non portare ai lanci del fato, alla presenza del master etc. etc. Io risponderei che, si esistono strutture di gioco del genere, soprattutto tra i nuovi giochi esistenti, ma per la maggior parte di essi, io uso il termine di giochi narrativi, che in sostanza non sono altro che uno spettacolo teatrale spostato su di un gioco (vedi giochi come on stage ma ce ne sono altri). Qui sta quindi la differenza con questi giochi è la cancellazione o meno della presenza del fato nel gioco.
La domanda giusta da porre quindi potrebbe essere: “quanto spazio dare al tiro di dado”?
Precisiamo meglio la domanda: in un gioco X che da ambientazione, regole e dati di vario genere, quanto il tiro di dado deve essere dominante? Sempre usando la mia esperienza potrei dire che questa strada per quanto sia forse la migliore possibile, deve essere seguita con cautela. Il diminuire l’uso del tiro di dado potrebbe consistere in una semplice diminuzione da parte del master dei lanci richiesti al giocatore, quanto un modifica più o meno netta al regolamento. Cercherò di essere chiaro.
Sono tanti i giochi che usano statistiche, tabelle e calcoli per la decisione finale da prendere su certi avvenimenti in una storia, quindi decidere di forzare il gioco nel diminuire tali lanci può portare come conseguenza diretta a delle necessarie modifiche al sistema in uso in quel momento. Forzare un sistema non è la scelta di non usare una cosa o un’altra ma è scegliere di forzare il concetto su cui si basa il manuale con cui si sta giocando; si potrebbe rispondere direttamente che ognuno può scegliere di modificare, forzare e togliere ciò che vuole mentre sta giocando, è questo lo trovo ragionevole se si tratta di qualcosa che sta rallentando una sessione di gioco o sta banalizzando una trama, ma sinceramente trovo assurdo comprare un manuale di gioco (pagandolo il più delle volte una bella cifra) per poi andare a prendere, togliere, aggiungere regole rischiando di tramutare il gioco in qualcosa di diverso dall’origine. Li mi chiedo allora perché scegliere questa strada e non usare un sistema universale generico e impostare da li un proprio regolamento; è più economico e più facile visto che quando si iniziano a modificare cose su cose in un gioco si rischia di non uscirne vivi.
Ecco perché trovo sempre meglio fare molta attenzione in questo genere di cose e comprendere bene come rendere meno presente il lancio del dado, o meglio in cosa lasciarlo. Quando si gioca con vari giocatori con le proprie qualità e difetti e con sfaccettature e personalità diverse, si comprende meglio come mettere in pratica questa idea (idea che però tengo qui a precisare deve essere una scelta di colui che guida il gioco, il master deve avere assolutamente in questo l’ultima parola); come già detto ci sono azioni o avvenimenti per i quali un lancio di dado debba esserci, ma in altri o non è fondamentale, oppure può essere lasciato solo come “estrema ratio” in talune situazione. Gli esempi che mi vengono più facili sono situazioni sociali: in un gioco fortemente poggiato su politica, discorsi tra persone e rapporti di qualche genere, effettivamente si può scegliere di lasciare il risultato o meno di certe azioni al modo in cui i giocatori decideranno di giocarsela; dai modi, il tono di un discorso o le parole dette o scelte, il master può decidere senza alcun tiro come andrà avanti l’avventura, come saranno i rapporti tra giocatori e PNG, e altro ancora.
Questa scelta di gioco, ovvero lasciare che i giocatori dimostrino la possibilità di far avvenire con successo o meno qualcosa, può avere riutilizzi più o meno sicuri in altre situazioni. Ad esempio in situazioni tecniche, mentre si costruisce qualcosa, o si studiano formule magiche o si preparano apparecchiature elettroniche; le situazioni manuali a volte richiederanno un tiro di dado, ma di certo il sentire l’approccio del giocatore a tale atto, oltre un semplice “inizio a lavorare/inizio a studiare” può dare l’input al master per sentire come il pg di turno esporrebbe un suo approccio al lavoro. Si va a toccare un punto critico quando si pensa a dei combattimenti, o meglio agli scontri fisici, con l’uso di armi o incantesimi di sorta.
Qui la presenza dei dadi è molto cruciale, qui il fato o il destino possono veramente fare da protagonisti, probabilmente per questo moltissimi giochi che fondano tutto il loro gioco sull’investigazione, quasi non tengono da conto i combattimenti, per la troppa casualità che l’evento può prendere. Quindi qui crolla la mia ipotesi? Si…in parte almeno, perché se quello che ho scritto prima è la verità, c’è da ricordare che un bravo master può tenere da conto le scelte in combattimento dei giocatori: tattiche, idee, decisioni su come fare una imboscata o un attacco a sorpresa; decidere di posizionarsi in un modo o difendersi in un altro, combattere specifici avversari con un sistema diverso da quello solito. Sono tutte cose che più che cancellare il tiro di dado, possono consegnare ai giocatori (sempre se il master si ritenga soddisfatto) forti bonus al lancio in modo da dare quasi un successo automatico; il contro di questa cosa è che i giocatori devono quasi obbligatoriamente avere reali idee strategiche e piani reali e non improvvisati sul momento, o il rischio è che un master (soprattutto sadico) possa usare le idee per creare grossi guai ai giocatori stessi; ciò indica quindi una divisione tra chi conosce e chi no, ma questo vale per molte fasi di un’avventura in un gioco di ruolo.
Volendo concludere tante possibili banalità…Molti (o solo chi ha resistito fino ad ora) potrebbe quindi dire che “La soluzione sta nel mezzo” ma in realtà non è così. Quello che ho cercato di esporre qui non è che la soluzione tra nessun dado è eccessivi dadi, sta nel scegliere quando e cosa tirare; il concetto del lancio del dado è una presenza fissa, una colonna portante di un gioco di ruolo. Toglierlo, modificare il destino, voler dare solo spazio alle scelte personali, possono portare il gioco solo verso una trama già modellata; invisibile forse ma quella che si andrà a creare sarà una trama di uno spettacolo che con il tempo, e con le giocate rischia di volgere solo verso un unico binario, togliendo tanto al gioco e al divertimento; divenendo quindi altro.
Quindi che sia sempre presente questo cardine, ma si ricordino i giocatori e i gruppi, che non siamo robot pronti solo a calcolare statistiche è che un qualsiasi gioco è la porta d’accesso a un’avventura che ha bisogno soprattutto della passione, dell’equilibrio, del voler stare assieme, e soprattutto di lanci di dado estremamente fortunati, perché di quelli in una missione non se ne hanno mai abbastanza, sempre.