martedì 17 febbraio 2015

"Il Codice da Vinci" - Dan Brown

Ci siamo, dopo tanti, troppi anni direi!, sono riuscita a leggere un bestseller che speravo di leggere da tempo: ho iniziato il libro l'8 dicembre e, nonostante altre letture in mezzo, l'ho finito il 23 dicembre.. Sì, esatto, ho divorato 500 pagine in meno di 20 giorni.
Ho amato il film (sì, ciò significa che dedicheremo presto un duello film vs libro e notare così le differenze, qualora vi fossero!) e sono riuscita finalmente a leggere il libro ed amarlo doppiamente! I motivi? Oh, molteplici.. primo tra tutti poter vedere come i personaggi scritti nel libro siano stati scelti con maniacale cura tra i provinati sino a formare un cast decisamente azzeccato.
Ops! Sto andando fuori tema.. avete ragione! (si da la stecca sulle mani!). Torniamo a noi ed alla nostra recensione del mitico romanzo di Dan Brown, che ho recensito solo adesso giacché ho volutamente scelto di dedicare l'attenzione prima a Angeli e Demoni.



Titolo: Il Codice da Vinci
Autore: Dan Brown
Editore: Mondadori
Genere: Thriller
Formato: Cartaceo e Digitale
Pagine: 523
Prezzo: 11.26 € il cartaceo, 6.99 € il formato kindle

Parigi, Museo del Louvre. Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l'allarme e le grate di ferro all'entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo fuori il suo inseguitore. L'assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l'uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci. La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon.

L'ho letto: ecco cosa ne penso!

E’ notte fonda a Parigi quando Jacques Soiner, custode del museo del Louvre, viene trovato ucciso. Il Capitano Fache convoca l’americano Robert Langdon, a Parigi per una conferenza sui simboli religiosi di cui è esperto e docente, mostrandogli il particolare ritrovamento del corpo del custode: l’obiettivo di Face pare sia quello di incastrare Langdon ritenendolo coinvolto in qualche modo nell’omicidio e desiderando così chiudere il caso in tempi rapidissimi com’è solito fare.
Sarà Sophie Neauveau, nipote di Soiner, ad aiutare il simbolista e con Lui riuscirà ad ingannare Fache e a lasciare il museo con un importante indizio tra le mani: la morte del nonno non è quindi qualcosa da sottovalutare, anzi.

Viene infatti recuperato un CRIPTEX, un particolare cilindro che necessita di un codice per aprirlo e poterne leggere il contenuto misterioso e segreto. Qualora venisse inserito il codice sbagliato, si attiverebbe un acido capace di distruggere il prezioso contenuto. Informazioni, queste, che Langdon e Sophie ricevono grazie alla collaborazione di Leigh Teabing che li aiuterà nell’interpretazione di una serie di indizi, enigmi ed opere d’arte percorrendo la strada del Santo Graal.

Un viaggio dalla Francia sino alla Gran Bretagna, sino ad intercettare l’antica quanto misteriosa società segreta di spiritualità pagana nota come “Priorato di Sion”: essa nasconde segreti e verità particolari capace di compromettere i fondamenti del cristianesimo che la Chiesa Cattolica tramanda da ere.

Che sia questo il motivo per cui l’Opus Dei ha messo lo zampino in tutta questa storia?

Ho letto questo libro con la curiosità di vedere se i personaggi notati nell’omonimo film siano simili a quelli scritti e scelti dall’autore. Devo riconoscere che nel libro tutto ha, giustamente, uno spessore maggiore e migliore: ho apprezzato moltissimo tutti i riferimenti all’Antica Religione – che seguo ed apprezzo personalmente – e tutte le descrizioni accurate e dettagliate che l’autore regala nei passaggi del Louvre tanto da consentire al lettore di immaginarsi di passeggiare nei corridoi del famosissimo museo d’arte.
Piacevoli gli scorci sulla vita dei personaggi e sulla storia di Silas che, purtroppo, dal film non si percepisce.

4gufi

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