mercoledì 15 luglio 2015

Book and Drink #6 - "Ah..Ahh..Ahhh"

Amici del Bosco,
l'estate prosegue, e così il nostro appuntamento giornaliero per il consiglio letterario..
una buona acqua e menta ghiacciata, rigorosamente con cannuccia, potrà sicuramente accompagnare le letture estive che sceglieremo di fare..
Quella di oggi è breve, particolare e probabilmente divertente.. Beh, se lo leggete, fatemelo sapere ^_^



Titolo: Ah.. Ahh.. Ahhh
Autore: Nuwanda
Editore: Genesis Publish
Genere:  Giallo, Parody Comedy
Collana: InProsa 
Prezzo: € 2,99
Pagine: 58
Formato: digitale
Pubblicazione: 2015,  22 Maggio
ISBN Kindle: 978-88-98769-73-5
ISBN ePub: 978-88-98769-74-2


Doppio Senso è una piccola città dove le strade sono tutte a senso unico. Qualcuno, arrivando da fuori, sarebbe portato a pensare che si possa solo entrare ma non uscire, invece, la circolazione scorre tranquilla e, prima o poi, la strada per andare a In Mona, il paese vicino, la trovano tutti.
Nella sala conferenze della biblioteca comunale è in corso la presentazione del libro di Armando Bentivoglio, un noto scrittore sui generis con monomanie bizzarre. Il romanziere, a un certo punto, decide di scrivere sulla lavagna una frase ricca di significati e che possa contenere un’emozione: “Ah… Ahh… Ahhh”.  Basta una semplice parola, pronunciata in modo diverso, a suggerire sensazioni di piacere o di dolore, secondo l’interpretazione del lettore, in grado di andare oltre il volere dello stesso autore. La differenza tra “il come si scrive” e “il come si legge”. Il ritrovamento di un cadavere richiederà la presenza del commissario Loquace, un poliziotto dai metodi alquanto singolari.
Un turbinio di battute e dialoghi caustici, spesso inconsapevolmente comici dei vari protagonisti, caratterizzerà in maniera originale le varie scene, creando un surreale collage di schegge impazzite. Una parody comedy all’italiana con le sue nevrosi e le sue megalomanie grossolane e i suoi personaggi grotteschi non meno suggestivi.



L'AUTORE
NUWANDA
«Rispettando lo spirito di appassionata sperimentazione dei nostri poeti, rinuncio al mio nome. D’ora in poi chiamatemi Nuwanda.» (cit. film L’attimo fuggente).
L’autore, alla sua prima opera, ha scelto questo pseudonimo che rievoca uno spirito: i capi indiani d'America si facevano dipingere il simbolo di Nuwanda, un fulmine, sul petto per esprimere la propria forza.


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