giovedì 17 marzo 2016

"Segreto di Famiglia" - Mikaela Bley

Amici del Bosco,
è con piacere che condivido una lettura interessante, cupa, inquietante e con sfumature molto particolari.. sto parlando di SEGRETO DI FAMIGLIA, scritto da Mikaela Bley ed edito da Newton Compton Editori.
Ringrazio immensamente la Casa Editrice per questo omaggio: il genere è tra i miei favoriti, ed anche questa storia ha saputo coinvolgermi tanto da lasciarmi riflettere sui dettagli, sottolineare le frasi più forti e rileggere più volte alcune deduzioni e rivelazioni.


Segreto di famiglia
di Mikaela Bley
ISBN: 978-88-541-8887-7
Pagine: 336 | Prezzo: € 12,00

Un grande bestseller

A Stoccolma è un freddo e piovoso venerdì di maggio, quando la piccola Lycke, di soli ott o anni, scompare improvvisamente nel centro della città.
La rete televisiva nazionale si lancia subito sulla notizia e manda sul campo un’inviata specializzata in cronaca nera, Ellen Tamm. Chi ha visto Lycke per l’ultima volta? Chi sono i suoi genitori? Il padre e la madre di Lycke sono separati ed è stata la nuova moglie del padre ad accompagnare la bambina al centro sportivo, dove se ne sono perse le tracce. La donna, madre a sua volta da poco, racconta la sua versione dei fatti, ma ci sono delle zone d’ombra nella testimonianza. La tata che ha cresciuto la bambina è chiusa nel dolore. La madre di Lycke invece è imperscrutabile, soffre ancora il peso del divorzio e di una depressione post partum mai affrontata. Il padre, dal canto suo, non si dà pace. Nel frattempo Ellen si impegna in una ricerca spasmodica, nonostante la corruzione della polizia, i sempre più strani comportamenti dei genitori di Lycke e le frecciate velenose dei colleghi. Ma ha deciso di fare il possibile per fronteggiare la situazione da vera professionista, perché questo caso le ricorda da vicino ciò che conosce sin troppo bene: segreti di famiglia, bugie, inganni che la obbligheranno a confrontarsi con il proprio doloroso passato, mentre le speranze di ritrovare la bambina scomparsa si assottigliano…

Siamo a Stoccolma, nel mese di maggio, e questo venerdì non vuole smettere di piovere.
Non è questo, in verità, il problema, dal momento in cui basterebbe solo non restare sotto la pioggia più del necessario: ciò che renderà memorabile questo fine settimana non è il maltempo, bensì la scomparsa di Lycke, una bambina di soli otto anni.
Non saranno i genitori a dare l’allarme se non chiamando la polizia, e non daranno nemmeno la diffusione della notizia sfruttando la stampa: Ellen Tomm, giornalista di cronaca nera, viene infatti convocata dal suo capo e da lui incaricata di seguire la vicenda in modo da riportare in auge la rete locale a cui entrambi lavorano.

Ellen non perde tempo e, rapidamente, si reca sul luogo dell’incidente cercando in qualche modo di interagire con la polizia: il suo scopo è quello di contribuire nella ricerca e coltivare la speranza di ritrovare viva la bambina scomparsa.
Le ricerche sul campo danno pochi frutti, ma Ellen riesce in qualche modo – grazie all’informatore che ha in polizia e alla sua forza di volontà nell’effettuare alcune ricerche personali – a racimolare varie informazioni e ad avvicinare i famigliari della piccola: potremo scoprire come i genitori di Lycke siano separati, che il padre si sia rifatto una famiglia con la nuova compagna (che non va affatto d’accordo con la bambina e non sopporta ogni cosa del passato del marito) e con un nuovo figlioletto, che l’ex-moglie soffre ancora di depressione post-partum e che le famiglia ha una tata alle sue dipendenze, che possa in qualche modo aiutarli a gestire una situazione non facile.

“Quando viene lasciata intenzionalmente una traccia, è nella maggioranza dei casi un indizio che la vittima è stata assassinata”.

Sarà solo quando viene ritrovato lo zainetto di Lycke che tante aspettative cambiano: se finora si conservava una speranza, ora la famiglia è convinta che ormai tutto sia inutile.
Ellen, mossa però da una storia personale, non intende gettare la spugna ed insiste per tentare di andare più a fondo: certo non sarà facile, non solo perché è una giornalista e spesso l’opinione pubblica non è favorevole ai metodi di inchiesta dei cronisti, ma si infila involontariamente in un circolo pericoloso, dove riceve minacce, telefonate anonime, scippi e inquietanti situazioni, tant’è che Jimmy, il suo capo, sarà costretto a prendere provvedimenti finché sarà possibile.

Troveranno la bambina?
Scopriranno quello che le è successo?
Chi è che stalkera Ellen e perché lo fa?

MIKAELA BLEY racconta questa storia con molto trasporto e molta enfasi: quello che succede alla piccola Lycke, purtroppo, non è niente di nuovo, sia a livello internazionale che nazionale. I nostri telegiornali sono pieni di drammi simili, tante famiglie vengono distrutte da eventi di questo calibro. Il fatto che non sia un romanzo italiano sottolinea come il detto “tutto il mondo è paese” non sia poi totalmente errato.
Al di là dell'evento terribile dietro cui ruota tutto il romanzo, ho apprezzato l’originalità della scelta degli eventi e l’accuratezza nel lasciare al lettore alcuni indizi: abbiamo modo, pagina dopo pagina, di seguire la trama stando alle spalle della giornalista Ellen, accompagnandola lungo l’intero percorso, ragionando con Lei e raccogliendo ogni dettaglio per poter arrivare sino alla fine e mettere insieme i pezzi, così da scoprire come realmente siano andate le cose.

La bellezza dell’insieme, che già da subito è adrenalinico e coinvolgente, raggiunge l’apice con un ritmo incalzante e poi scema, dolcemente, concludendosi in una maniera ‘anomala’, rispetto a come siamo abituati: la scelta del finale è ricco di positività e speranza!

Un libro che ho letto in pochi giorni, potendo scoprire un modo di scrivere diverso, accattivante e una trama strutturata in maniera più particolare: da leggere se amiamo il giornalismo, se vogliamo vedere dietro le quinte del lavoro di un giornalista di cronaca nera…


Non esiste la normalità: anche quello che sembra semplice e normale può custodire, invece, segreti e stranezze impensabili.


1 commento:

  1. Ti piaciuto molto! Io ho apprezzato la protagonista, è stata la nota migliore del romanzo, secondo me. ^-^

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