lunedì 15 agosto 2016

"L'Abbazia dei Cento Inganni" di Marcello Simoni [Recensione]

Amici Lettori,
finalmente riesco a condividere con voi il termine della trilogia di Marcello Simoni: è uscito a inizio estate il romanzo L'ABBAZIA DEI CENTO INGANNI, ultimo episodio della Codice Millenarius Saga edito da Newton Compton Editori: un immenso grazie alla Newton per avermi inviato la copia omaggio, un regalo meraviglioso dal momento in cui adoro l'autore!

Prima di raccontarvi quest'ultimo capitolo della saga, vi rimando alle 'puntate precedenti' così che possiate farvi un'idea più completa della trilogia:



L'ABBAZIA DEI CENTO INGANNI
di Marcello Simoni
Ed. Newton Compton - 9.90 € - 352 pagine
ISBN: 9788854191310 - Thriller Storico


Ferrara, inverno 1349. Un’inquietante processione di gente incappucciata si aggira nelle selve vicino alla città, terrorizzando chiunque abbia la sfortuna d’imbattervisi. E mentre si diffondono voci su riti satanici e segni dell’apocalisse, c’è chi scorge in quelle apparizioni un astuto complotto. Tra loro anche l’impavido cavaliere Maynard de Rocheblanche che, con l’appoggio della Santa Inquisizione, intraprende un’indagine per cercare di far luce sulla verità. L’impresa si rivelerà tuttavia più difficile del previsto, perché sono molti i prelati più interessati ai suoi segreti che a risolvere il caso. Maynard è infatti l’unico custode del mistero più grande della cristianità, la leggendaria reliquia attribuita a Gesù, il Lapis exilii. E questa volta, privato dell’appoggio dell’abate di Pomposa, potrà fare affidamento solo sulla sorella, la monaca Eudeline, per difendere se stesso e i propri amici e cercare di svelare l’intrigo che lo coinvolge… 




L'Ho Letto: Ecco Cosa Ne Penso!


Il terzo capitolo della Codice Millenarius Saga si apre nuovamente sul meraviglioso scenario dell'Abbazia di Pomposa: è inverno, e alcuni birri mandati dal Marchese vengono in cerca di messer Maynard de Rocheblanche, che gode del diritto d'asilo tra le mura dell'abbazia grazie a Padre Andrea. I messaggeri non trovando il cavaliere francese e, avendo fretta, lasciano la missiva che contiene un messaggio interessante: sarà il giovane Gualtiero de Bruni, che in questi giorni si è impegnato per affiancare il mastro pittore nel rifacimento della cattedrale commissionato dal frate, ad andarlo a cercare tra i boschi e, trovatolo, sfrutteranno l’attimo privato e riservato per poter condividere alcuni pensieri e confrontarsi: è passato tanto tempo, ma la fiducia che ormai è cresciuta tra loro è tale da considerarsi, ormai, una specie di famiglia.

Al rientro in abbazia, Maynard riceve il messaggio dalle mani di Andrea e, una volta letto, scoprire con meraviglia che è stato convocato dal Marchese Obizzo III. La cosa non è certo di suo piacimento, considerando i trascorsi tra i due, eppure la curiosità - non senza una buona dose di precauzione - lo spinge ad accettare quella bizzarra proposta: si presenta all’appuntamento, potendo venir a sapere il perché di quell’insolito invito. Il Marchese, supportato da un dominicano della Santa Inquisizione, rivela a Maynard come vi sia qualcuno che stia cospirando alle sue spalle e stia minando alla serenità della sua famiglia – ormai composta da Lui e dal figlio Aldrobrandino – con l’aiuto di Satana. Motivo per cui è stato scomodato il dominicano, infatti.  Le prove raccolte sono legate al fatto che pare abbiano visto una donna a cavalcioni di una grande bestia, siano state trovate rane e messaggi minacciosi in zone legate al Marchese ed al figlio.

Superstizione? Verità? Maynard non è molto convinto di queste dicerie, ma il Marchese è desideroso di offrirgli l’incarico di scoprire la verità e, in cambio, lasciarlo nuovamente libero. L’unica condizione è che dovrà condividere ogni informazione col dominicano e con chi questi sceglierà di affidargli.. in pratica deve risolvere le indagini con i frati alle calcagna. Mah!

Certo è che Maynard è di parola e, quindi, inizia le sue ricerche nonostante abbia alle costole chi sembra voler solo interferire nelle indagini.. nonostante ciò, riesce a ritrovare il punto dove paiono svolgersi riti pagani, recuperando parte del materiale usato per gli incensieri e, sfruttando ancora il collegamento con l’amata sorella Eudeline, riuscire a comprendere la mistura usata. Da lì, raggiungere lo speziale che l’ha venduta è un gioco da ragazzi: c’è da sperare poi che questo commerciante sia in grado di risalire a chi l’ha commissionata…

Faremo un passo alla volta, poiché i passaggi per arrivare a mettere ogni tassello al suo posto sono tanti.
Così come sono tante le cospirazioni che, ancora una volta, vengono tramate alle spalle dei nostri eroi.

Mentre Maynard è alle prese col caso intrigato ricevuto dal Marchese, Gualtiero lascia Isabeau al convento delle suore e parte, speranzoso di trovare presto lavoro e portandosi dietro il segreto condiviso con l’amico francese. Di lui non si saprà più molto.. lo ritroveremo, però, verso la fine.

Ad Eudeline, intanto, la vita nel monastero non suo le sta alquanto stretta: scoperta a richiedere esami speciali per il composto richiestole dal fratello, e trovata a portare soccorso ad Isabeau in punizione dopo essere uscita di notte per l’ultimo saluto a Gualtiero, rinuncia ai voti e, presa la ‘falsa sorella’, lascia la vita clericale e ritorna una donna normale, affittando una casetta a Ferrara pronta a farsi valere. Sarà Lei, infatti, a scoprire ciò che si nasconde dietro la figura del vescovo Guido di Baisio e, quindi, scoprire come vi sia dell’altro dietro ad una semplice indagine legata ad un gruppo di eretici..

Gli intrighi non mancano affatto, tant’è vero che si scoprirà come dietro le quinte vi sia ancora quel insulso cardinale du Poget che, in missione segreta – il Papa non sa che lui si trova nel Ferrarese in quel momento – è lì per cercare di farsi dire da Maynard dove si trova il Lapis Exili. Farà di tutto, il cardinale, per estorcere all’uomo le notizie che vuole avere.. ma il cavaliere si dimostrerà più determinato che mai a non farglielo sapere, nonostante i rischi e le sofferenze che dovrà sopportare.

L’intero romanzo, coinvolgente ed accattivante, conferma come Marcello Simoni sia un genio in questo genere: su uno scenario meraviglioso qual è la zona ferrarese di quell’epoca, l’autore riesce a ricamare un gioco di intrighi e di potere facilmente paragonabile a quello de I Pilastri della Terra di Ken Follet. Certo lo stile narrativo è personale e, di conseguenza, non confrontabile.

Maynard è l’eroe per eccellenza, a cui mi sono così tanto affezionata da temere per la sua vita sino alla fine: i colpi di scena non mancano, i momenti di debolezza e dolore si alternano ad atti di coraggio e di tecnica con l’arme, dando spessore ad un personaggio nato come enigmatico e difficile da conoscere sino a trasformarlo in una personalità a cui dare il proprio sostegno.

Gualtiero, Eudeline, padre Andrea, Isabeau sono tutti personaggi che, ruotando intorno all’eroe, dimostrano grandi valori, intenzioni e desideri di supportare Maynard mettendo a disposizione le proprie risorse nella speranza si rivelino utili.

Quanto agli antagonisti, du Poget, Baisio, il dominicano, e tutta la schiera scelta per questi ruoli, sono talmente ben dipinti che di tanto in tanto, durante la lettura, ti viene spontaneo imprecare o commentare certi passaggi e certe scelte che rendono i personaggi così balordi, calcolatori, vili e.. infami.


Impossibile aggiungere altro ad un romanzo così ben costruito, capace di affascinare il lettore, di coinvolgerlo senza mai annoiarlo.. scene di combattimento si mescolano bene a storie di cospirazioni, di legami affettivi e di scelte che, talvolta, sono dolorose da fare ma vanno fatte!


Aspettando il suo nuovo lavoro, i complimenti sono d’obbligo ad uno dei miei autori preferiti!


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