domenica 30 ottobre 2016

La Stanza dei Giochi di Francesco #1 - Il Richiamo di Cthulhu


Il Richiamo di Cthulhu


Salve a tutti lettori e benvenuti. Oggi sono qui per presentarvi questa mia nuova rubrica, che spero abbia un’uscita costante nei mesi; in questo luogo io parlerò dei giochi di ruolo cartaceo, di preciso quelli che ho personalmente provato giocandoli nella mia lunga carriera di giocatore.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando, i giochi di ruolo o gdr, in inglese rpg (role-playing game), sono dei giochi, nei quali i giocatori devono interpretare il ruolo di uno o più personaggi inventati, tramite la conversazione tra giocatori, in un luogo inventato (ambientazione di gioco) con un regolamento che influenza le azioni e le capacità di ogni singolo personaggio giocante (regole) seguendo una trama di gioco scritta da un giocatore che muoverà, le fila della storia descrivendo l’ambientazione, e chi o cosa i giocatori incontreranno nel loro viaggio (master di gioco); la quasi totalità dei giochi di ruolo funziona inoltre con l’uso di dadi da gioco, i quali, conseguentemente al regolamento utilizzato nel gioco, saranno il destino o il fato che vi porteranno al successo o meno; i dadi, infatti, servono per vedere se un giocatore può superare o no un ostacolo, vincere un combattimento o apprendere capacità speciali; tutto ovviamente collegato dal sistema di gioco e l’ambientazione usata, e dalle decisioni che prendono i giocatori per risolvere la trama che il master avrà creato per loro.

Questo a grandi linee è la descrizione di un gioco di ruolo.

In quest’uscita, parleremo di un gioco di culto molto importante e famoso; un gioco tra i più impegnativi ma anche tra i più affascinanti per la suspense che può creare. Stiamo parlando di IL Richiamo di Chtulhu




Titolo: IL Richiamo di Chtulhu

Autore: Sandy Petersen

Editore: Chaosium/ in Italia Stratelibri-Raven Distribution

Prima edizione 1981 (attualmente in uscita la settima edizione)

Numero di giocatori: da due in su

Sistema di gioco (BRP)

Genere: Horror/Investigativo


In questa mia prima recensione esporrò anche il metodo di spiegazione del gioco. Vi narrerò un po’ la storia, il sistema di gioco e l’ambientazione usata, poi i pregi e i difetti di questo gioco. Da tenere conto la forte soggettività che può dare un gioco di ruolo: vero ci sono dei cardini che rendono un gioco di culto o meno, ma i giochi di ruolo sono definibili con una percezione molto soggettiva, ancor più di un romanzo forse, quindi ve ne parlerò da giocatore esperto ma dando un parere molto personale al gioco.


Che cosa abbiamo davanti:

Iniziamo a dare delle prime indicazioni storiche del gioco. Il Richiamo di Chtulhu, viene creato dalla mente di Sandy Petersen nel 1981 (Anno della prima edizione in inglese) in quell’anno la Chaosium Edition acquisisce i diritti per adattare le opere di H.P.Lovecraft e da quindi la possibilità a Petersen di lanciarsi in un mondo che da pochi anni ha preso vita con una dinamicità incredibile, ovvero quello dei giochi di ruolo; all’epoca il gioco fantasy denominato Dungeons and Dragons, ufficialmente il primo vero gdr cartaceo della storia, era padrone della scena.
Richiamo di Cthulhu entrò di prepotenza in quest’universo portando con se un gioco per nulla facile. Era un rischio, perché Cthulhu si poterà sempre dietro la sua tragica mortalità dei giocatori, principalmente basata sui forti rischi di sopravvivenza dati dall’ambientazione. Fin da subito da la sensazione di non essere un gioco per principianti, ma che si doveva essere abbastanza esperti e conoscitori dell’ambientazione e delle regole. Dal 1981 però Il Richiamo di Cthulhu colpisce gli appassionati e diventa un gioco di culto capace di rimanere sempre fedele negli anni ma senza mai sentire il tempo che passa. Abbiamo fino a oggi avuto ben sei nuove edizioni ufficiali (durante la fiera della Lucca Comics di quest’anno avremo l’uscita della settima edizione del gioco) le quali hanno portato sempre leggeri cambiamenti al sistema di gioco con piccole aggiunte che non lo hanno mai snaturato; in vari anni la casa editrice non ha fatto uscire molti supplementi del gioco e ci sono da riferire la creazione di un manuale adattato al sistema di gioco del D20 e di vari extra, che semplicemente cambiavano l’ambientazione del gioco, passando dal medioevo alla Roma antica.
Ma il nucleo del gioco rimane nel suo manuale base, o per essere più precisi la sua quinta edizione, la quale viene definita dai fans come la migliore mai uscita, con pochi difetti e le migliorie giuste. In Italia la casa editrice che portò il gioco nel 1996 è la state libri, la quale lasciò alla Grifo Edizioni la pubblicazione della sesta edizione del gioco nel 2001 per poi tornare la licenza alla stratelibri nel 2005; infine nel 2016 la Raven Distribution ha comprato i diritti per stampare in italiano la futura settima edizione del gioco.

La bellezza di questo gioco sta nella sua complessità. Complessità che aumenta via via che i personaggi si addentreranno nel gioco; Richiamo di Chtulhu pone l’interesse sull’investigazione e sull’occulto; su ricerche riguardo antichi tomi, reliquie arcane, che porteranno spesso a scontro, contro cultisti di qualche setta non meglio conosciuta giungendo a creature spaventose e quasi impossibili da uccidere.
Questo gioco riprende le caratteristiche viste in Dungeons & Dragons (forza, destrezza, intelligenza, carisma) aggiungendo un’abilità molto particolare chiamata Sanità. Quest’abilità è molto importante per tutto il gioco infatti regola la sanità mentale dei giocatori; sanità mentale che visti gli incontri, le cose da fare e i mostri da affrontare diminuirà sempre di più facendo impazzire i personaggi fino alla follia, e in questo gioco, è più facile che diminuisca che aumenti la Sanità.
Vista quindi l’ambientazione cupa e macabra del gioco, ci sono altissime possibilità di perdere il proprio personaggio o per morte, o per pazzia (cosa che porterà il giocatore a dover abbandonare il personaggio). Ma allora perché giocare a questo gioco? In parte deve essere capace il Master che guiderà i giocatori a creare una trama fattibile e mai impossibile ma ora vi spiegherò qualcosa in più dell’ambientazione e del sistema di gioco.

Ambientazione:

“Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che finora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arrecato troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura”

Il gioco di Richiamo di Cthulhu come detto prima nasce nel 1981, quando la Chaosium Edition acquisisce i diritti sull’adattamento delle opere di H.P.Lovecraft. Questo gioco, prende a piene mani spunti e utili informazioni dall’universo oscuro e cupo creato da quest’autore. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di una descrizione, che sarebbe ampia e in parte noiosa, ma diciamo comunque qualcosa di Howard Philips Lovecraft. Nasce a Providence negli Stati Uniti nel 1890, scrittore e pensatore americano, molto legato al mondo, alla cultura, e lo stile di vita dell’Inghilterra; Lovecraft vivrà principalmente tra New York e Providence, tornando in quest’ultima città che è la casa natia, dove proseguirà la scrittura dei suoi libri, fino alla sua morte avvenuta a Providence nel 1937.

Il Richiamo di Cthulhu mantiene nell’ambientazione di gioco quella sensazione di pessimismo e cupezza tipici dei libri di Lovecraft. Antichi misteri mischiati a crimini moderni; strani fatti e visioni che chiameremo allucinazioni. Pazzi ed esaltati che inneggiano ad antiche divinità addormentate…In tutto questo ci si muove, in un periodo storico che va dagli anni ’20/’30 (per quanto il manuale base lascia spazio per svariare negli anni arrivando anche al 1980) in un mondo che si sta evolvendo di continuo dove morire è facile se ci s’infila in guai molto grossi.
Paradossalmente questo gioco si basa su un’idea “meno sai meglio vivi” motto che nessun investigatore porterà mai a compimento, perché la conseguenza delle sue scelte lo porteranno spesso a vedere cose impossibili o inenarrabili. La difficoltà di quest’ambientazione si basa anche sui tanti pericoli che gli investigatori dovranno affrontare, non solo sovrannaturali. Combattere in questo gioco è rischiosissimo, perché un proiettile in corpo è sempre un proiettile. Un colpo ben messo può mettere fuori gioco un investigatore, oppure seguire la strada sbagliata di un’indagine. O ancora entrando dentro una casa infestata.
Molti possono essere i rischi di mortalità del personaggio come anche i rischi di impazzire, anche solo leggendo qualcosa che non si doveva leggere. Può tutto questo allontanare un giocatore da Il Richiamo di Cthulhu, ma allo stesso tempo affascina, perché la sfida nel sopravvivere da cose indicibili è sempre alta. Se un master che segue i personaggi è intelligente (o poco sadico) garantirà una possibilità di riuscita della missione sempre; i rischi saranno sempre alti ma in una storia deve esserci sempre un modo di fuggire; oltre tutto questo gioco è stato creato in modo tale che un investigatore potrebbe non incontrare mai una reale creatura sovrannaturale, ma solo i suoi cultisti o creature più facili da uccidere, il tutto senza togliere l’alone di mistero e paura che si potrà percepire in ogni missione.

Tutto quanto sarà comunque in mano del master, che dovrà essere capace di amalgamare le qualità dei giocatori al tavolo con una trama che sia intrigante, ma mai troppo suicida. L’occulto i miti che si leggono nei racconti Lovecraftiani e soprattutto l’atmosfera di cupezza non devono essere scambiati con delle facili morti. Ovvio se gli investigatori cercheranno sempre più di mettersi nei guai la strada è solo in una direzione, ma chi regge le sorti della trama deve essere capace a far comprendere i gravi rischi. Non dico di rendere il gioco troppo semplice ma di renderlo più investigativo che dell’Horror, salvo che il gruppo di gioco creatosi non voglia esattamente quello. In tal caso…buona fortuna.

Il sistema di gioco:

Come detto all’inizio Il Richiamo di Chtulhu usa il sistema di gioco BRP (Basic Role-Playing). Questo è un sistema “generico” usato per molti giochi famosi sia fantasy che di fantascienza, e spesso viene definito come uno dei migliori sistemi di gioco attuale; esiste anche una versione del gioco con il D20 System (sistema conosciuto e famoso per Dungeons and Dragons) ma oggi ci occuperemo del primo.
Questo sistema di gioco si basa sul D100, ovvero l’uso di due dadi, un dado ha dieci facce e un secondo dado a percentuale (ovvero un dado con sole decine fino al numero 100, quindi avremo 10, 20, 30 etc.) perché questo sistema, perché i punteggi delle caratteristiche (ovvero le qualità tra le più importanti per compiere una missione) hanno punteggi che vanno da 1 a 100; quindi quando un master vuole far fare una prova su qualcosa, far cercare indizi agli investigatori o iniziare uno scontro, si userà il tiro di dado detto prima, cercando di fare un punteggio inferiore al punteggio della tua caratteristica
[Esempio: il giocatore si trova in una biblioteca e sta facendo una ricerca su un libro antico; il master potrà fargli fare un tiro sulla caratteristica biblioteconomia. Il giocatore ha come punteggio sulla propria scheda di 65% su quest’abilità. Per avere successo con la sua azione quindi il giocatore tirando i due dadi, dovrà fare meno di 65] e le abilità dei giocatori spaziano in vari campi, in modo da poter fare personaggi o molto eclettici o molto specializzati su certe abilità.
Dico questo perché, quando viene creato un personaggio per il gioco, si avranno dei punteggi base per poter creare l’investigatore; si dovrà scegliere la professione del personaggio (investigatore, medico, scrittore, agente di polizia, e altro) poi si avranno dei punteggi per poter aumentare le abilità della propria professione, o quelle che si ritiene utili avere: sembreranno sempre punteggi alti, ma più abilità si vorranno più la media dei punteggi sarà bassa. Bisogna sapere bene cosa si vuole fare con il personaggio che si sta creando, pensare alla propria storia e ai suoi obiettivi (a parte la sopravvivenza stessa).
Una cosa molto importante, anche il punteggio di sanità va da 1 a 100 e quando s’incontrano creature sovrannaturali, si leggono testi oscuri o comunque ci s’imbatte in qualcosa di totalmente assurdo per la psiche umana, il master potrà decidere di farvi fare dei tiri sulla sanità con il rischio di vedersela diminuire sempre più, e più diminuisce più il rischio di perdere sanità mentale nelle giocate successive aumenta. Si potranno recuperare i punteggi, ma ci sono più probabilità del contrario, con il rischio di vedere il proprio personaggio impazzire sempre più.
Ci sono molti punti a favore del sistema PRB, ecletticità del personaggio punteggi che danno spazio di manovra, realisticità nelle abilità e capacità di narrazione che verranno premiate dal master (al contrario vi sono rischi di malus o peggio per azioni ad alto rischio e non ben motivate) Il grave malus del gioco, è il miglioramento del personaggio, molto raro. Infatti il sistema di gioco premia con potenziamenti alle abilità solo quando nei tiri di dado si fanno punteggi molto bassi (dal 10% in giù per intenderci) in modo che si premia l’eccellenza dell’azione, ma spesso nel tiro dei due dadi questa cosa non avviene, quindi uno rischia di crearsi un personaggio ma di ritrovarsi con nessun margine di miglioramento in nessun campo rimanendo com’era all’inizio di partita. Ovviamente il master a riguardo può avere spazi di manovra decidendo lui bonus o facendo trovare oggi che aiuteranno i giocatori, ma di base il sistema di gioco che usiamo per Il Richiamo di Cthulhu non prevede ciò.

In definitiva, questo è un gioco che in molti anni è divenuto un cult per gli appassionati; molti giocatori dopo aver provato vari gdr cercano sfide sempre maggiori e rischiose e Il Richiamo di Cthulhu ha queste caratteristiche.
La tipologia di ambientazione può creare la problematica che solo certi appassionati dell’Horror o dell’esoterismo si avvicineranno a questo manuale (soprattutto le espansioni successive con ambientazioni nel medio evo e nella Roma imperiale saranno giochi che interesseranno uno specifico tipo di giocatori, come avviene spesso per ambientazioni veramente particolari)
Sarà compito del master rendere tutti i giocatori partecipi della trama, dargli respiro e lasciare spazio di manovra ai giocatori in modo da potersi rendere conto di ciò che è possibile e no in questo manuale

Lo consiglio a chi vuole provare qualcosa di diverso e nuovo…Si nuovo, perché dopo anni di successi Cthulhu rimane sempre un gioco che apre sempre porte nuove verso mondi onirici e oscuri, oppure verso nirvana che si perdono nel tempo e nello spazio; se saprete muovermi in questo mondo forse comprenderete le potenzialità di un gioco come Il Richiamo di Cthulhu.

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