giovedì 3 novembre 2016

"Il tocco degli spiriti antichi" di Noemi Gastaldi [Recensione]


Salve a tutti lettori e benvenuti a questa nuova recensione. 
Oggi sono qui per proporvi “Oltre i Confini” di Noemi Gastaldi, trilogia iniziata con questo primo libro che s’intitola “Il tocco degli spiriti antichi” auto pubblicato dalla scrittrice stessa.


Il tocco degli spiriti antichi
di Noemi Gastaldi

Anno di pubblicazione: 2012| pagine 250/302Venduto da Amazon in forma Ebook o cartaceo.Costo: formato Kindle 0,91/ cartaceo 9,51
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Lucilla soffre di allucinazioni fin da quando era molto piccola. Francesca è in grado di viaggiare tra due mondi: la realtà materiale e quella immateriale sono separate da un velo sottile, e lei è capace di squarciare questo velo. Lucilla e Francesca dovranno vedersela con gli Spiriti Antichi, creature inumane, che vivono esclusivamente per soddisfare la propria perversa natura...







Cosa mi è piaciuto 

Partiamo come sempre dai punti positivi, e di certo uno è l’originalità della trama. Questo libro fatico un po’ a inserirlo in un genere per cui lo definirei semplicemente con il termine “fantastico”; ovvero un grosso insieme di libri che vanno a toccare varie cose del fantastico. Di certo non è un libro fantasy, né un vero è proprio libro di ambito esoterico; qui soprattutto nella prima metà del libro, l la questione degli spiriti e del mondo degli spiriti, luogo immateriale raggiungibile in sogno, come se fosse un mondo onirico, è sollevata ma con attenzione toccando delle cose senza appesantire troppo la trama. Come viene descritta la storia, i personaggi principali (pochi ma di certo già consolidati in questo primo libro) oltre a questa insolita trama che mantiene una forte nebulosità non tanto sulla trama stessa quanto a come compararla, rendere la lettura particolare, perché non sai esattamente dove l’autrice voglia andare a parare. Ovvio è un rischio perché basta un errore e una disattenzione e perdi il filo della storia, ma in questo caso non accade. La trama, seppur enigmatica, ti prende e ti porta a voler capire bene lo sviluppo di una situazione che potrebbe sembrare a tratti statica, ma è semplicemente una descrizione molto diversa dal solito di un mondo immateriale, dove vivono spiriti animali o di altro tipo.

Altra cosa che personalmente mi è piaciuta è l’uso della terminologia, a tratti veramente antica ma pregevole come a dare anche un tocco di raffinatezza alla lettura: termini come “belve”, “amante” o anche il termine con cui vengono definiti i protagonisti, ovvero “viator” o “viator lucis“ mi è piaciuto, anche per dare un senso di lontananza tra un mondo reale, che è molto materiale e anche fin troppo moderno, rispetto al mondo degli spiriti, che è invece immateriale, onirico e quindi per descriverlo o per parlare di ciò che riguarda quel mondo o chi ne fa parte con i propri viaggi, sembra giusto usare una terminologia più ricercata.


Cosa non mi è piaciuto 

Ciò che mi ha lasciato invece perplesso e con l’amaro in bocca, è lo scorrimento della storia, dal punto di vista della lettura. Si ha la sensazione in certi momenti, infatti, che si corra velocemente, e non tanto perché la storia in certi punti prende così tanto che ti mangi le pagine, ma proprio si ha la sensazione che la storia acceleri, come se ti obbligasse a rendere più veloci occhi e mani per leggere il più velocemente possibile la lettura. Poi da un capitolo all’altro, rallenta di botto, e anche qui, non perché si passa a un tratto di trama noiosa, ma proprio quello che leggi ti fa rallentare tutto di colpo, per poi riavere più avanti tratti di lettura veloce, e viceversa. Sembra stupida la cosa descritta così, ma è la sensazione che ho avuto, e che non mi è molto piaciuta, come se avvenisse qualcosa che mi accelerasse, e decelerasse la mia lettura. E non so dire esattamente come, perché è la prima volta che mi accade una cosa del genere. Oltretutto l’altro problema che ho notato è la parte finale del libro e la conclusione stessa. Sempre colpa di una forte accelerazione di trama, ma con l’aggiunta di un finale, che non è ben descritto, come se tutto viene velocizzato talmente tanto che si perde il filo: avvengono troppe cose contemporaneamente i combattimenti a differenza della metà del libro, sono descritti poco chiaramente e il finale…non è un finale; non dico che non si conclude in modo delineato, perché questo era il primo libro di una saga, ma sembra che tutto diventi estremamente astratto, un po’ come il mondo metafisico degli spiriti, e forse c’è qualche collegamento a riguardo, ma niente di più.

 * * *

E a questo giro niente gufetti. Scelta dettata non per definire il voto, ma perché sono rimasto troppo perplesso dopo questa lettura. A volte sembra strabiliante, a volte è una lettura troppo lenta, a volte mediocre a volte geniale…troppi cambiamenti per definire un voto preciso, o anche adeguato per quello che ho letto. Ciononostante è una lettura molto affascinante, un nuovo modo di esporre un mondo degli spiriti molto interessante, che spero venga sviluppato ancor di più nel secondo e nel terzo libro della saga.


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