martedì 22 novembre 2016

La Stanza dei Giochi di Francesco #2 - L'Unico Anello



L’unico Anello

Salve a tutti lettori e benvenuti a questa nuova uscita della stanza dei giochi. Oggi vi porto un gioco di ruolo fantasy con il gusto del classico, perché il gioco si chiama Unico Anello, in altre parole un gioco di ruolo riguardante il mondo di Tolkien e la terra di mezzo, il luogo dove sono stati narrati i romanzi de “Lo Hobbit” e “Il signore degli Anelli”.







Titolo: L’unico Anello

Autore: Maggi – Nepitello

Editore: Giochi Uniti

Numero di giocatori: da due in su

Genere: Fantasy


Che cosa abbiamo davanti

L’Unico Anello, non è il primo gioco di ruolo creato basandosi sui romanzi di J.R.R. Tolkien. Nella storia recente vari sono stati i tentativi di creazione di un manuale adatto al tipo di ambientazione riuscendo più o meno bene. Basti pensare alla prima creazione del gioco ovvero GIRSA (Gioco di Ruolo del Signore Degli Anelli) stampato nel 1984 e arrivato in Italia nel 1991, oppure Terza era, un gdr gratuito più recente. Lo stesso gioco di Dungeon and Dragons, per l’ambientazione, e soprattutto per le razze si rifaceva al mondo Tolkeiano, ma nel passato più recente GIRSA è il gioco che più si è avvicinato a rappresentare al meglio la Terra di Mezzo; soprattutto con l’uso di moduli geografici (ovvero supplementi al manuale di base, che servivano per ampliare la geografia e l’ambientazione del gioco stesso) molto precisi e accurati; questo interesse verso tale ambientazione è normale; se si pensa, soprattutto molti anni fa, a una ambientazione che più di ogni altra riesce a far viaggiare di più la fantasia dei giocatori e dei lettori di fantasy, ecco quella è di certo la Terra di Mezzo, Arda, e le varie terre più o meno indicate nella geografia del mondo Tolkeiano; luoghi popolati da creature incredibili e che ha una cronologia molto dettagliata.
Di certo quindi può essere molto affascinante per dei giocatori avventurarsi in missioni in un luogo del genere e visitare luoghi suggestivi, con l’aggiunta oltretutto dei film usciti nel recente passato che parlano del Lo Hobbit e del Signore Degli Anelli. Attualmente l’Unico Anello dispone, oltre che di un manuale base molto ampio, anche di moduli con avventure, e soprattutto moduli geografici molto accurati, di alcune regioni della Terra di Mezzo. In aggiunta, esiste un gioco di carte che si chiama Hobbit Tale, il quale, può essere usato sia come gioco di società tra amici, che utilizzato all’interno del gioco di ruolo stesso.


Ambientazione
 

Credo di non dover dire molto su che tipo di ambientazione è usata, visto che ne ho parlato fino ad ora, ma se proprio avete dubbi, eccovi il creatore di questo universo.




John Ronald Reuel Tolkien scrittore, filologo e linguista inglese importante studioso della lingua anglosassone e creatore di un mondo immenso. Basandosi soprattutto sul suo interesse verso la cultura e i miti nordici, e sui suoi studi di lingua, andando a ritrovare terminologie “arcaiche” che riusò nei suoi romanzi, modellò lentamente i suoi romanzi e la “saga dell’anello” che vede la sua conclusione con il finale del libro de “Il Signore Degli Anelli”. ORA potremmo stare qui ORE a parlare di Tolkien, del suo mondo, descrivervi come creò interi popoli, lingue, suoni, tradizioni genealogie e simbolismi; potrei mettermi qui e invece di parlare semplicemente dell’ambientazione, parlarvi dello scrittore della sua storia, del perché Lo Hobbit sia definito come una favola, ma non siamo qui per questo e anche se lo fossimo la mole di cose da dire sarebbe talmente ampia che non sarei in grado di riassumere nemmeno la metà delle cose da dire.
Non sarà una mia idea fare ciò e commentare inserendo opinioni personali, tantomeno su questioni politiche e religiose, le quali devo dire mio malgrado senta spesso e di sovente collegate al Signore Degli Anelli, senza però alcun minimo motivo visto che è stato lo stesso autore a opporsi a interpretazioni politiche delle sue opere.

Sfogo personale a parte, credo che da aggiungere ci sia poco. Parliamo di un ambient di gioco fantasy molto classico, che si basa soprattutto sull’idea di viaggio. Mi spiego meglio; L’unico anello per come si propone ai giocatori da il meglio di se nelle avventure di viaggio, nell’andare da un punto all’altro della mappa di gioco, iniziando una cerca, o partecipando a missioni; questo può sembrare un discorso banale, perché effettivamente ogni gioco di ruolo, o quasi si basa su missioni e spedizioni da un posto all’altro, ma l’ambientazione di gioco e la struttura stessa delle trame, porta i giocatori a giocarsi in modo molto preciso anche il viaggio stesso, che può durare anche settimane se non mesi, nei quali ci si può imbattere in incontri più o meno fortuiti, trovare oggetti o luoghi dimenticati da tempi immemori, o ancora trovarsi in una locanda a narrare una storia o a sentire canzoni; i giocatori sono invitati dal master, ma dal gioco stesso ad addentrarsi in questa modalità di gioco che porta a immedesimarsi sempre di più dentro il mondo di Tolkien.
Può sembrare un rallentamento della trama generale, ma questo, permette al master di lasciare campo libero ai giocatori di provare e spaziare in molte cose e concede ai giocatori la sensazione di non essere su un binario obbligato di trama ma di poter scegliere in un mondo immenso la propria sorte; spesso anzi una trama generale iniziale nemmeno serve perché il gioco stesso darà spunti idee ed eventi, dopotutto i giocatori si muoveranno nella terra di mezzo esattamente pochi anni dopo la caduta del Drago Smog e la vittoria contro Sauron, e potranno seguire gli eventi storici narrati da Tolkien stesso arrivando quindi ad agganciarsi alla trama diretta della famosa Trilogia del Signore Degli Anelli.
Sarà quindi scelta dei giocatori, e sotto la guida del master, capire se si vuole in qualche modo incrociare la trama di gioco più o meno direttamente alla cerca dell’anello e al viaggio degli gobbi fino al monte Fato. Queste diversità di trama e ipotesi di avventure, danno notevoli spunti non solo a chi costruisce il gioco ma anche ai giocatori per creare avventurieri sempre più diversi e interessanti.


Il sistema di gioco.




Qui il discorso si va un po’ complicando, perché “L’unico Anello” usa un sistema di gioco molto particolare in apparenza, ma anche simile ad altri giochi, reso però in modo molto diverso. Per farla breve il nostro gioco di ruolo si basa sull’uso di due tipologie di dado, ovvero il D12 e il più comune D6, esporrò nel modo più semplice questo tiro di dado. Nel corso dell’avventura capiterà più volte, come per altri giochi, di dover superare delle prove di vario genere; possono essere prove di combattimento o di sopravvivenza in un bosco, o prove di conoscenza.
Che sia cacciare, accendere un fuoco o combattere con una specifica arma, ci si vedrà davanti a un tiro di dadi; questo tiro funzionerà in questo modo avremo un dado a dodici facce da lanciare assieme un numero N di dadi a sei facce; il numero N di dadi a sei facce da tirare sarà dato dall’abilità che stiamo usando per eseguire un compito; banalmente l’abilità cacciare per andare a caccia, o canzoni per cantare e ovviamente combattere con una specifica arma per combattere. Ora importante sapere che tali abilità avranno un punteggio che va da uno a sei, questo punteggio (che sulla scheda del nostro personaggio appariranno come dei quadratini anneriti da uno a sei) sarà il numero di dadi a sei facce che dovremmo tirare (esempio, si ingaggia un combattimento contro un nemico.
Si attacca e sull’arma che stiamo usando, abbiamo un punteggio pari a tre, ovvero tre quadratini anneriti; questo vuol dire che tireremo tre dadi da sei e si farà una somma del punteggio ottenuto) il dado da dodici invece? Beh quello nell’Unico Anello equivale al Fato, la sorte, ovvero, quanto la nostra buona stella ci sta aiutando in quel frangente; la particolarità di questo dado sta in due numeri. Infatti, questo specifico dado che viene venduto assieme al manuale base, ha numeri dall’1 al 10; al posto dell’11 e il 12 avremo due simboli: il primo è una runa, o meglio la runa di Gandalf (per chi non conosce i romanzi di Tolkien, equivale a uno dei personaggi positivi più importanti nella trilogia del Signore degli Anelli), quando si lancerà il dado e apparirà questa runa significherà successo totale dell’azione, ovvero l’azione che si voleva compiere avviene sicuramente. Al contrario però potrebbe apparire l’occhio di Sauron (Anche qui un personaggio della saga di Tolkien ma di allineamento totalmente negativo) le cui conseguenze sono varie.
Principalmente per lo scopo dell’azione che si stava svolgendo, significa fallimento totale, l’azione non avviene sicuro, ma ha anche altre conseguenze, ovvero ricevere corruzione oscura. Non mi fermerò qui a spiegare troppo delle meccaniche del gioco, ma per cercare di chiarire al meglio questo punto cercherò di sintetizzare un concetto. Nel mondo di Tolkien esiste il bene, la speranza e il coraggio, e poi esiste il Nemico, ovvero l’oscurità, il tramonto dei popoli, l’avvilimento e lo spegnimento della vita nei cuori e negli animi dei mortali. Tutte le creature della terra di mezzo sono corruttibili dall’oscurità presente ovunque nel mondo; più presente in luoghi oscuri e freddi ma la sua ombra e il suo potere si espande ovunque. Ora se sul tiro del Fato appare un occhio di Sauron, vuol dire che l’oscurità cala sul personaggio giocante che ha tirato il dado; non sarà una corruzione piena e netta, ma starà al master di gioco renderla lenta ma inesorabile. Lentamente difetti di vario genere colpiranno l’avventuriero; rabbia, sete di vendetta, avidità…tante sono le possibili strade della corruzione, presente in ogni angolo e percepita anche dal sistema di gioco, che premia le eccellenze, ma punisce i fallimenti. Sistema quindi non facile e per alcuni anche non agevole ma a suo modo molto affascinante.


In Definitiva

L’unico Anello porta a esperienze di gioco diverse dai soliti GDR che ho provato negli ultimi anni. Trovo molto interessante poi le divisioni di ruoli nel gruppo di avventurieri. Infatti, ogni personaggio avrà uno scopo, fare il cacciatore, la sentinella, la guida o l’esploratore, tutte icone principali di un viaggio fantasy.
Questa tipologia di suddivisione viene facilitata anche dalla semplicità di creazione del personaggio, che non porta a fare dei tiri per decidere i punteggi delle caratteristiche dei giocatori, ma sono pre- impostati seguendo degli archetipi del personaggio che si vuole seguire, dando utili consigli su quale ruolo eseguire nella missione. In aggiunta, ma non sarebbe da dirlo, l’immensità del mondo creato da Tolkien offre innumerevoli viaggi e incredibili missioni o fini da dare ai propri avventurieri; si potrà, come detto prima, se scollegare le proprie avventure dai romanzi di Tolkien oppure seguirli volendo intromettersi in una delle trame che il cinema ha reso in maniera estremamente epica.
A questo va anche aggiunto, però, che ho trovato che l’importanza della tattica rende il gioco molto interessante e realistico, ma molto lento; un combattimento contro un nemico dura a volte anche troppo a meno che di colpi di fortuna con ottimi tiri, e questo avviene in piccole scaramucce, mentre per battaglie campali o assedi la cosa, peggiora ancora di più con il rischio di perdere anche il controllo di quello che si fa. Certo il master può anche accelerare certi momenti del combattimento, ma questo “snaturerebbe” il concetto e lo stile scelto dai creatori del gdr. Forzare troppo delle regole di gioco non è un errore ma non è nemmeno una norma da seguire per velocizzare solo una giocata.
Quindi questo gioco è ricco di cose interessanti, con alcuni punti in cui si può migliorare per rendere l’esperienza di gioco ancora più forte; principalmente anche questo come Il Richiamo di Cthulhu (QUI trovate il mio articolo a riguardo) è di nicchia perché può veramente ammaliare esperti giocatori che soprattutto conoscono il mondo di Tolkien molto in profondità visto che questo è il modo migliore per gustarsi totalmente questo gioco, e di certo giocatori inesperti avranno delle leggere difficoltà superabili dalla capacità del master e dei compagni nel farli addentrare nella storia e nell’avventura.

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