martedì 24 gennaio 2017

La stanza dei Giochi di Francesco # 3 - Cyberpunk 2020


Salve a tutti lettori e ben ritrovati sulla mia rubrica. Proseguendo con le mie recensioni sui GDR ci inoltreremo in un mondo, dove elettronica e straordinarie invenzioni la fanno da padrone; dove si sopravvive con poco rischiando la vita in scontri tra bande, droghe pericolosissime e creature bio mutate; un mondo in cui si vivrà sul “filo del rasoio”…questo è Cyberpunk.





Titolo: Cyberpunk 2020
Autore: Mike Pondsmith
Editore: R. Talsorian Games / Stratelibri
Sistema di gioco: Interlock System
Genere: Cyberpunk


Cosa Abbiamo di fronte



Per gli amanti della fantascienza, per chi adora le storie alla Blade Runner, per chi adora l’idea di realtà virtuale, Cyberpunk è il gioco, dove perdersi. Nato come tanti altri giochi storici negli anni ’80, creò il suo piccolo (si fa per dire) universo, dove i fanatici della fantascienza potevano immaginare e creare. Cyberpunk nasce alla fine del 1988 dalle menti di Mike Pondsmith e da altri autori che creeranno per la casa editrice R.Talsorian Games oltre al manuale base (che già nel 1990 verrà ristampato sotto il nome più conosciuto di cyberpunk 2020) anche molte delle espansioni più usate per l’ampliamento della giocabilità: creature notturne, descrizioni di città che non dormono mai e sempre più tecnologia sempre più all’avanguardia fino ad arrivare alle navi spaziali e la possibilità di giocare a “gravità zero”.
Con il tempo la foga e la fama iniziale verso quest’ambientazione e sistema di gioco sono andati ad affievolirsi; vuoi perché l’ambientazione chiamava attorno a se una nicchia dei giocatori (e spesso nemmeno tutti i fautori dei giochi con ambientazione fantascientifica) vuoi perché il gioco si basa su una tendenza di visione del futuro che esagera nel bene e nel male il concetto Gibsoniano di fantascienza, che andrà a scontrarsi con un concetto di fantascienza sempre più in itinere. Di certo dall’inizio del nuovo millennio la forza di Cyberpunk è diminuita notevolmente fino alla cocente delusione della terza edizione (la famosa V3) che non ha toccato il successo sperato. Invece di ripartire il band si è andato a fermarsi totalmente. In Italia il gioco è stato stampato dalla Stratelibri, sia i manuali base fino alla terza edizione che i supplementi. In aggiunta in Italia esiste un supplemento che permette ai giocatori di immergersi nelle storie del personaggio Bonelliano Natan Never. Per chi non sa, si tratta di un fumetto italiano ambientato in un mondo totalmente fantascientifico, con la sua cronologia e vita; la creazione di questo supplemento nemmeno tanto piccolo e pieno d’informazioni, permette quindi di ambientare una storia all’interno di questa particolare ambientazione.


Ambientazione:
Abbiamo in parte parlato prima dell’ambientazione ma dire semplicemente "fantascienza“ è generico e banale. La prima cosa da dire è che il manuale base non entra nemmeno un po’ nello spiegare l’ambientazione e nemmeno le espansioni più di tanto dicono qualcosa del nostro mondo.
Quello che sappiamo è che siamo nel futuro, un futuro dispotico, dove le nazioni hanno perso quasi tutto il loro potere politico ed economico a scapito delle megacorporazioni che gestiscono le sorti del mondo; esistono città mastodontiche che si espandono per regioni immense piene di palazzi corporativi e periferie povere e dimenticate. Un mondo dove esiste l’incredibile ricchezza e l’incredibile povertà e la sprawl ovvero il luogo dove la “spazzatura” dell’umanità è buttata; il mondo è in frenesia e si vive “sul filo del rasoio” e in tutti i termini questo termine è veritiero: il gioco si basa sulla pura sopravvivenza in un mondo molto tecnologico e pieno di guai; tra droghe potenzianti, arti biologici che tolgono umanità alle persone, scontri tra bande e mostri notturni nascosti i rischi di morte sono alti e possibili a ogni angolo. Questo è un mondo che non dorme mai pieno di luci ed effetti dove ognuno cerca di trovare un modo per vivere un giorno in più in una routine senza sosta.
La rete è un mondo a parte particolare e infinito, dove i netrunner (letteralmente corridori della rete) girano e viaggiano in un mondo parallelo incredibile e assurdo, molto complesso e contorto; una visione del mondo dove si possono far scoppiare e finire guerre (come avviene tra mega corporazioni). Ma paradossalmente, benché le informazioni che riceviamo siano tante è utili per creare una campagna, in realtà non abbiamo una vera ambientazione; non sappiamo esattamente cosa sia successo agli stati e le nazioni del nostro mondo, non sappiamo la reale situazione sociale dei popoli; solo in alcune espansioni come Cyberpunk 2200 si è tentato di creare una cronologia storica del mondo, ma niente di più. Il manuale base non vi darà nient’altro che quello detto prima e, se da una parte tutto ciò da spazio all’immaginazione, può creare un problema logistico per creare il contorno migliore ai giocatori della nostra campagna. Vero, come detto prima si prende spunto dai libri di William Gibson, e soprattutto dalla “trilogia dello Sprawl” e quindi basterebbe prendere come esempio quei libri per creare la giusta atmosfera, ma non sarebbe stato male quale innesto in più nel manuale.


Sistema di gioco
Gioia e dolori per tutti gli appassionati di questo GDR! Eccoci a uno dei problemi e dei successi principali, ovvero il sistema di gioco e all’evoluzione del personaggio. Iniziamo dicendo che in Cyberpunk 2020 si usa solo il dado da dieci; il sistema è molto simile ad altri giochi, abbiamo una specifica azione da superare, abbiamo una soglia minima da fare quindi con il tiro di dado aggiunto al proprio punteggio della caratteristica e dell’abilità adeguata al caso, più bonus o malus secondo le situazioni.
Semplice, tale sistema rende fluido e veloce il gioco, come l’ambientazione vuole, ma crea dei piccoli difetti all’interno del gioco e principalmente del regolamento. Punteggi vari che si sommano o si sottraggono durante i combattimenti problemi che si vanno a creare in alcuni specifici tiri, causano un rallentamento e a volte delle incomprensioni sulla decisione da prendere in certi frangenti. Sembra fumogena questa mia dichiarazione, ma è più semplice provarlo di persona per comprendere i difetti che questo sistema crea in combinazione con un regolamento che ha sempre lasciato dei dubbi, mai risolti nemmeno dalla terza versione uscita pochi anni addietro.
La creazione del personaggio è una delle perle del gioco, partendo dai punteggi delle caratteristiche al background totale del proprio pg. All’interno del manuale troveremo, infatti, varie tabelle che indicano i vari passaggi da fare se si vuole creare un personaggio, quasi totalmente randomico: la nazione di provenienza il carattere, il modo di vestire (molto influenzato dall’idea futuristica dell’epoca) e tante altre cose, il passato del personaggio, la propria famiglia, le amicizie e i nemici. Il ma in questo caso si ha quando abbiamo l’evoluzione del personaggio stesso. Infatti, il rischio estremo è di creare un personaggio, e tenerselo con quei punteggi nelle abilità e nelle caratteristiche per intere campagne. Questo perché i miglioramenti che si possono fare sono pochi e macchinosi: principalmente ne abbiamo due, gli innesti di parti meccaniche nel corpo e i punti esperienza.
Il primo ovviamente è un qualcosa che fa parte dell’ambientazione, l’immagine che esce dal mondo cyberpunk è quello di persone piene d’innesti cybertronici: occhi cibernetici, arti meccanici, armi innestate e altro. Tutto ciò è possibile anche nel nostro GDR ma con delle conseguenze letali sul personaggio; esiste, infatti, una caratteristica chiamata UMANITÀ che sarà in costante diminuzione, se s’inizieranno a innestare troppo metallo nella propria carne, è c’è un limite che se superato porta in pratica a perdere il personaggio o quasi. S’inizia con la perdita di empatia verso gli esseri umani, al disinteresse verso quello che accade ai propri compagni anche i più vicini a noi, fino a impazzire e “diventare dei robot” quindi non si può esagerare se non si vuole perdere tutto.
Il secondo modo è l’uso dei punti esperienza che a fine campagna il master da giocatori; voi qui mi direte grazie tante, quasi tutti i GDR si basano sul potenziare il proprio personaggio con i punti esperienza che si accumulano, ma sfortunatamente il gioco segue un profilo basso sull’elargizione di punti esperienza, sempre basandosi sulla questione dell’estremo rischio di mortalità e la necessità di sopravvivere sempre bassa; quindi il fatto di vivere “Sul filo del rasoio” comporta che si abbiano pochi strumenti per la sopravvivenza, e quindi pochi punti esperienza. Ovvio un master poi può decidere di testa sua cosa fare, ma dare più punti esperienza rispetto a quello che dice il gioco, rischia di snaturare lo stesso.
In definitiva
Molti alti e bassi; il genere, il sistema di gioco, le possibilità dell’ambientazione e la visione del futuro che si ha guardandosi attorno. Tutto ha pregi e difetti, alcune cose sono migliori di altri e per quanto tutto questo sembra banale da dire è la verità. Questo gioco fantascientifico potrà sembrare a tratti pesante invece in altri frenetico e assurdo. Tutto, come spesso accade, sta nelle mani del master la capacità di superare i problemi che il gioco può creare concentrando le giocate sui lati positivi. Certa è un’altra considerazione, se non si è interessati alla fantascienza (di qualsiasi forma e tipologia) questo gioco non è il più adatto; l’importanza dell’ambientazione, gli scenari che si hanno davanti e i contorni di un futuro Gibsoniano rendono il gioco molto complicato da accettare anche dagli stessi appassionati, figurati per un neofita.
Non stiamo parlando di un fantasy che alla fine può anche piacere se impostato in un certo modo, questa è una tipologia di fantascienza che si può evolvere e crescere e l’ha fatto, ma è un genere che se non si conosce, è difficile da accettare. Detto questo Cyberpunk, l’ho sempre giocato con piacere, le sue particolarità, i colori e l’estrema caratterizzazione dei personaggi che possono sembrare grotteschi, e spesso lo sono, e soprattutto il mondo dispotico che abbiamo di fronte, tutto mi piace. Cyberpunk 2020 cerca di far vedere principalmente i caratteri grotteschi dell’idea di un mondo nel futuro in rovina dove le persone, dai bikers ai nomadi alle stesse rockstar e i netrunner vivono una vita sempre piena di eccessi sia fisici sia mentali; il mondo attorno a noi sarà strambo e pieno di esagerazioni, ma si possono vedere le scene cupe e grigie, la desolazione e la freddezza di macchine e innesti cibernetici nelle persone; la percezione che può dare questo gioco è varia e le opportunità di osservare modi diversi di accettare un mondo del futuro così dispotico sono tante. Se non l’avete mai giocato e vi piace il genere, provatelo e assaporatelo fino alla fine.



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