martedì 6 giugno 2017

Milano fa paura la 90 - il delitto di via Botticelli, di Besola/Ferrari/Gallone [Recensione]


Salve a tutti lettori e benvenuti a questa nuova recensione. Oggi sono qui per parlarvi di un libro della Frilli Edizioni ovvero “Milano fa paura la 90” di Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone.


Titolo: Milano fa paura la 90 – il delitto di via Botticelli
Autore: Besola/ Ferrari/ Gallone
Editore: Fratelli Frilli edizioni
Anno di pubblicazione: febbraio 2017| pag. 191
Genere: Giallo/poliziesco
 
 
 
 
Milano, Carnevale 1976. Un filobus fantasma scorrazza liberamente per la circonvallazione, lasciandosi appresso il cadavere della povera Guendalina Falci, di professione bidella all’istituto Rizzoli, trovata riversa e dissanguata in viale Molise con due strani segni sul collo. Per lo scettico commissario Benito Malaspina, però, non è opera di un vampiro. È un omicidio, non una mascherata. Mentre sua moglie si prende cura del figlio in fasce della Falci, il Mala, aiutato dal suo romanissimo attendente Venditti e dal fedele giornalista Dino Lazzati, detto Fernet, dovrà percorrere ancora una volta le strade e i luoghi più remoti della sua città, lungo una scia di cadaveri uccisi in modi alquanto bizzarri. E Carnevale diventa una danza macabra, tra licantropi e cariche della Celere, misteriose sparizioni e vedove visionarie, feste, mummie, mostri, maschere, morti, miserie e malaffari. E c'è pure qualcuno, alla Notte, che manipola gli articoli di Fernet... Mala & Fernet daranno fondo a tutte le loro doti di investigatori e a tutta la loro umanità, indecisi se facciano più paura i mostri, gli uomini, i cambiamenti sociali, o la stupidità

 
 
L’ho letto cosa ne penso
 
Sono molto indeciso su come definire questo giallo. Scorre estremamente veloce, non ti accorgi nemmeno di finirlo di leggere; va però così veloce che ti perdi dei pezzi e quando arrivi alla fine rischi di rimanere con la bocca asciutta “tutto qui?” in realtà non lo è ma da questa sensazione. Un giallo poliziesco divertente, non pesante, che spazia nei vari personaggi dando a tutti il punto di vista della storia che stanno vedendo, con maggiore interesse verso i protagonisti che indagano nella storia.
 
Cosa mi è piaciuto
Ciò che mi è di certo piaciuto maggiormente sono i personaggi che si muovono in questo giallo: Malaspina, Venditti, Lazzati detto Fernet sono i principali ma anche gli altri hanno le loro peculiarità. Malaspina, il commissario freddo e risoluto, Venditti, il poliziotto romano ex- galeotto che cerca di tenere alto l’umore del suo commissario, forse questo è il personaggio più riuscito e di sicuro il piùà divertente vista la sua parlata romana che accompagnerà tuta la storia. Fernet, misterioso giornalista, strano nei comportamenti ma sempre utile, forse il personaggio che poteva dare ancora più forza alla storia se usato maggiormente; e poi gli altri personaggi, da Puglisi, il commissario capo destro filo, a Guerrino Lampo detto “Guerra Lampo” per i suoi modi estremamente bruschi, esagerati e distruttivi di fare il poliziotto. Una cornice ideale per una lettura comunque sia leggera, seguendo una storia breve con alcuni momenti di svolta nelle indagini; il tutto in una Milano di fine anni ’70 che sta per esplodere con gli scontri della polizia con i rossi e i neri. Non a caso il titolo del libro fa da richiamo a un film proprio del 1976, Milano violenta; qui non si va a toccare quei temi, anzi si rimane sul leggero (per quanto sia possibile la cosa) ma comunque da segni di contorno a quello che avviene attorno alla città, senza entrarne troppo nel dettaglio. Vi è una cura nella struttura della trama e nel dare la giusta quadratura al luogo dove si svolgono le indagini.
 
Cosa non mi è piaciuto
Tutta la storia si muove in modo molto veloce, a tratti frettoloso, e in alcuni punti della narrazione, avvengono cose che alla fine si riallacciano tutte assieme, ma che all’inizio sembrano sparate in aria senza molto senso. Alcuni dei capitoli iniziali sembrano quasi scollegati dal finale della storia del precedente, portando avanti parte del racconto isolatamente (forse aiutato il problema dal passaggio di visione della narrazione tra i personaggi, che non viene esplicitata fin dall’inizio dei capitoli) questo all’inizio non aiuta di certo il lettore che si trova con tanti dati senza però poterli unire facilmente. Poi tutto si chiarisce questo è certo ma all’inizio proprio si rischia di perdersi; le stranezze della trama e i comportamenti quasi comici di alcuni protagonisti fanno sì che non ci sono punti morti ma tanti momenti di disorientamento.
 
In conclusione
 
 
 
Molto veloce come recensione per un motivo fondamentale: come detto all’inizio tutto va molto veloce, tutto va di fretta quindi c’è poco da dover raccontare e spiegare. Non abbiamo di fronte questo gran giallo d’autore, ma nemmeno una sciocchezza non spiegata e senza capo ne coda. Abbiamo una storia costruita bene con dei personaggi che tengono su il tutto, in un quadro storico di quelli tra i più pesanti della nostra storia contemporanea. Non essendoci il voto di mezzo tra due e tre, gli do tre gufi per quanto sarebbe da leggere come un due e mezzo; questo perché questo giallo non va a ricercare qualcosa di troppo più grande di lui ne esagera; i tre scrittori, ci raccontano una storia che fluisce bene alla fine dei conti; funziona, e questo il più delle volte può bastare per dare un segno positivo alla storia.
 
 

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