mercoledì 13 settembre 2017

"Maledetti dalle fiamme" di Giuseppe Recchia [Recensione]

Salve a tutti lettori e bentrovati in questa nuova recensione. 
Continuiamo a parlarvi di libri fantasy e, di preciso, oggi siamo qui per parlarvi di un romanzo di un giovane scrittore: il libro in questione è Maledetti dalle Fiamme di Giuseppe Recchia edito dalla Watson Edizioni.




Titolo: maledetti dalle fiamme
di Giuseppe Recchia
Editore: Libri Watson | Collana: TrueFantasy
Genere: Fantasy| pag.326
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 Touronne è un covo di disperati, fuggiti dalla Guerra Eterna. La chiamano la Città Libera ma è una terra malata, con un Governo corrotto che deve proteggere il suo dominio da un Tribunale pronto a condannare chiunque, mentre dal sottosuolo trasuda il marcio delle attività clandestine e delle lotte tra Capi. Varamir è un poco di buono: si fa chiamare Principe e sopravvive nei bassifondi soltanto grazie alla sua faccia tosta, alle menzogne e alla bravura con le carte. Nel lontano Ovest, suo fratello Iska ha risvegliato per sbaglio il potere di una delle Sorelle Nere, streghe votate alla distruzione dell’intero genere umano. La speranza è celata in antiche biblioteche, sepolte secoli prima, al sicuro, dagli ultimi grandi maghi. Tra ribaltamenti di potere, incursioni religiose e un mondo più infetto che mai, il lato oscuro del fantasy incombe sui Maledetti dalle fiamme.

LA MIA OPINIONE

In questo suo primo Fantasy, l’autore Giuseppe Recchia ci immerge nel pieno di un’immensa città ricca d’intrighi nell’ombra e lotte tra criminali e potenti, una città malfamata e pronta a esplodere; in effetti, il termine esatto non è di essere immersi, ma di affondare nel fango e nell’oscurità che questa città porta. Touronne è un luogo dove solo pochi raggi di luce e speranza fanno breccia sia si viva dove il Governo dirige la città sia nella città bassa la vera polveriera di Touronne.

Abbiamo tra le mani la storia di una città senza tempo, dove i canoni del più classico dei fantasy sono messe da parte per dare spazio a una serie d’incroci di storie e avvenimenti. Potremmo usare il termine “low fantasy” per questo tipo di romanzo, ma come sappiamo, non ci sono spesso dei canoni rigidi da seguire in una storia…c’è La storia.


Cosa mi è piaciuto:


Maledetti dalle Fiamme come dicevo, ci porta in un mondo senza tempo, in una città, dove si muovono le più disparate figure. Criminali, spie assassini persone di potere e uomini colmi di fede. Questa inquadratura di ambientazione dell’autore mi ha colpito piacevolmente. Giuseppe Recchia crea una nebbia piena di mistero in realtà sul reale contorno di questo mondo; sapremo qualcosa durante la storia, riguardo al potere sulla città sulla fede e su strane e arcane magie che si fondo e si mischiano nel credo spirituale e nelle antiche conoscenze di scritture antiche. Un mondo racchiuso in una città, Touronne chiamata la Città Libera, molto grande e densa di mistero, dove s’intravedono molte sfaccettature di questo mondo senza però averne il quadro completo. Stuzzica la fantasia del lettore, ti fa continuamente pensare cosa ci sia oltre o attorno a una città del genere, quindi da spazio a varie possibilità. Questa scelta poi è utile per non appesantire la lettura dando modo all’autore di spaziare proponendoci un mondo in evoluzione, non è il primo a scegliere questa strada ma è sempre piacevole trovare chi la persegue.


Passiamo poi ai personaggi presenti nel libro. Gli attori che si muovono per la città sono incredibilmente ben curati; si parte a inizio del libro comunicando veramente pochissime informazioni su chi abbiamo di fronte, per arricchire sempre di più i protagonisti di notizie e di colore nelle loro emozioni e nei loro pensieri; il tutto senza essere mai banali nella scrittura, inserendo le giuste informazioni nei momenti migliori. Alcuni personaggi poi hanno una forza e una peculiarità che mi hanno entusiasmato; vederli evolvere così appieno facendoli diventare qualcosa di più che semplici pedine di una storia. Giuseppe Recchia ha un modo di dare forza a personaggi che già a metà storia li davi come semplici comparse. Capo Caronte è diventato per me un esempio da seguire per creare un personaggio veramente convincente. Lui è colui che per me ha l’evoluzione maggiore giungendo a fine della storia a toccare alti momenti di forza e di carattere. Non ha niente da invidiare ai veri protagonisti della storia, i quali hanno un’ampia evoluzione fino all’ultimo capitolo. Il modo in cui parla, i gesti e gli sguardi narrati dall’autore rendono Caronte quello che deve essere con una forza interiore incredibile.

Cosa non mi è piaciuto:


Il primo problema che ho riscontrato è stata la lettura dei primissimi capitoli; ho dovuto rileggere almeno un paio di volte le prime pagine per avere un iniziale quadro completo di quello che stavo leggendo; ho trovato in questo inizio difficolta nel leggere la storia, come se ci fosse troppo disordine, non so bene come descrivere su testo quello che ho percepito, ma la parola “migliore” credo sia disordine; non nel parlare dei personaggi ma nella descrizione di quello che era il mondo che si stava formando. Ho trovato un po' di confusione che però scompare nelle pagine successive.


Il finale aperto

ATTENZIONE Per chi non voglia sapere NULLA della parte finale consiglio di non proseguire per questo capoverso.


Non ho mai problemi con i finali aperti dei fantasy. 
Strade ancora da percorrere, avvenimenti che si proseguiranno in futuro; sono cose che ci stanno, però ho trovato che la storia fosse TROPPO aperta. Tolta la questione del personaggio principale, per quasi tutti gli altri personaggi che fanno parte di tutta la storia, pare esserci un futuro quando negli ultimi capitoli sembrava che avessero concluso quello che dovevano dire, con il rischio di forzare un proseguimento per certe figure. Sono certo che l’autore avrà le idee chiare, ma l’epilogo mi ha lasciato con l’amaro in bocca, rispetto agli ultimi capitoli molto più vivi e intensi.

In definitiva
Ho avuto una buonissima impressione leggendo questo fantasy. 
Gli intrecci delle storie, la descrizione di questa città piena di malfattori e pericoli di ogni genere, questo modo di gestire il carattere realmente “fantastico” di tutto questo, ovvero la magia, sono tutte cose che ho apprezzato. Si, ci sono delle imperfezioni e alcune cose da limare per rendere più leggibile una trama come questa, ma come primo libro i lati positivi superano i difetti che possono essere facilmente superati. Si può solo sperare di proseguire con queste buone letture e di leggere sempre romanzi fantasy con questi più che buoni contenuti.

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