mercoledì 11 ottobre 2017

"I Giardini dell'Altrove" di Loredana la Puma [Recensione]

Salve a tutti lettori e bentrovati per questa nuova recensione. 
Oggi sono qui per parlarvi del nuovo libro di Loredana La Puma, la scrittrice di cui vi parlai in una mia precedente recensione QUI
Il suo ultimo libro si intitola “I giardini dell’Altrove” edito dalla Les Flàneurs edizioni.

Titolo: I giardini dell'Altrove
Autore: Loredana La Puma
Editore: Les Flàneurs
Collana: Lumiere
Genere: Urban-Fantasy
Acquistabile su questo sito
  
Due settimane a Natale. Sara Brera, ventitreenne che ha lasciato la famiglia per cercare la propria strada, si licenzia dall’ultimo di una lunga lista di lavoretti precari e indegni delle sue reali aspirazioni. Sull’orlo della disperazione e con gli ultimi spiccioli in tasca, si ritrova casualmente davanti a una vetrina polverosa: è L’Antro di Leo, libreria dall’aria antiquata che sembra quasi materializzarsi lì per lei. La ragazza si fa coraggio e chiede un lavoro al proprietario Ismaele, uno strambo vecchietto che la accoglie e la accetta in prova fino alla vigilia; con sommo disappunto dell’altro commesso, lo scontroso Gabriel. La ragazza sente finalmente di aver trovato il suo posto, ma da quel momento in poi iniziano a susseguirsi una serie di avvenimenti inspiegabili di cui l’Antro sembra essere il fulcro: l’invalicabile porta della cantina, quello scampanellio che sembra fermare il tempo e infine l’incontro con il piccolo Marco e la sua storia inquietante. Cos’è accaduto nelle ultime ore? Cosa nascondono i due librai? Sara sta per scoprire una realtà più grande di lei che la precipita nel bel mezzo di un’indagine investigativa a tinte sovrannaturali. E sta per compiere una scelta: sarà in grado di rinunciare ai suoi sogni in nome di un bene superiore?
LA MIA OPINIONE

Loredana la Puma si ripresenta a noi con un urban fantasy, una storia che introduce un mondo tutto nuovo per i lettori che già conoscono quest’autrice. Personalmente sono più che felice di poter recensire un suo nuovo libro essendo un suo lettore, e attendevo un ritorno di questa scrittrice. Cercherò di parlarvi nel modo più equilibrato possibile dei suoi punti forti e dei punti deboli che ho trovato.

Cosa mi è piaciuto
Prima di tutto ho trovato molto piacevole lo sviluppo che hanno i personaggi che sono presentati nella storia: un’iniziale conoscenza per poi far aumentare le peculiarità e l’interesse verso il loro carattere. Più di tutti i due protagonisti della storia ovvero Sara e Gabriel: per loro non si tratta semplicemente di una conoscenza di chi sono, ma avremo anche una forte evoluzione caratteriale di ambedue i personaggi. Per tutta la storia vedremo come i loro caratteri si evolvono e come i loro punti di forza e i loro punti deboli emergano. Sono due figure fragili, che hanno subito ferite profonde, chi in un modo chi in un altro: hanno seguito strade piene di ostacoli che li portano, a essere più simili di quello che probabilmente pensano; quello che aiuta l’avvicinamento di un lettore ai loro problemi, è che ciò che li ha resi così, che li ha portati, a nascondere i loro problemi che li ha portati a presentarsi in un modo o nell’altro alle persone, sono problemi che lo stesso lettore può aver avuto; i protagonisti sono persone alla fin fine normali verso le quali un lettore non solo può avvicinarsi, ma può anche immedesimarsi. Certe ferite creano l’animo che si avrà nel bene e nel male e spesso vederle su qualcuno che poi ha un’evoluzione come l’hanno avuta i due protagonisti da modo di trovare la giusta dose di forza e coraggio; non dico che La Puma avesse in mente questa idea ma potrebbe anche essere vista in questo modo.

La trama, seppur molto lineare e semplice, riceve una forte dose di qualità dalla scrittura dell’Autrice. Loredana fin dai primi libri che ha scritto ha la capacità di far scorrere la storia, di interessarti a ogni minima cosa che avviene, di non farti mollare il libro fino alla fine della storia; t’incuriosisce e ti appassiona e quando finisci, la lettura ti lascia con la voglia di proseguire. Questa è una qualità non da poco che per un romanzo serve, perché da una marcia in più a tutta la trama, ti fa apprezzare l’ambientazione attorno a te e comprendere meglio l’atmosfera dei singoli capitoli, delle scene e gli avvenimenti che accadono i protagonisti di volta in volta. Percepisci le emozioni che hanno; gioia, tranquillità, rabbia, dolore e senso di perdita. Tutto ciò grazie alla capacità dello scrittore di esprimere tutto ciò su carta.

Infine un appunto sull’Antro di Leo. Beh la descrizione della piccola libreria con i suoi libri e la sua clientela atipica; il modo in cui La Puma descrive questo luogo, fulcro principale della storia (oltre alla casa di Sara) ti fa quasi sentire all’interno di quel luogo, di volerci essere; come in tanti casi in tutta Italia, le piccole librerie hanno delle peculiarità uniche; una certa tradizione mai morta, un buon gusto e ordine interno in mezzo a un finto disordine, queste librerie sembrano luoghi bloccati nel tempo, ma che danno un senso di familiarità e di calore umano a chi ci entra. Per me come per altri queste sono le sensazioni che può dare un luogo del genere, e credo che sia quello che si percepisca dall’antro di Leo.

Cosa non mi è piaciuto

Non sono tutte rose e fiori, però c’è qualcosa che non mi ha colpito.

A conclusione del romanzo, ritornando a rivedere certi passaggi della storia, ho trovato dei momenti della lettura un po' “morti”. Non noiosi, ma che sul momento non ho trovato utili alla trama. Mi spiego meglio: è come se durante la narrazione della storia vengano inserite delle scene, dei momenti di passaggio che non diano nulla ai fini della storia. Forse cose che potranno essere utili successivamente per un proseguimento futuro, non lo so, ma sul momento rileggendoli li ho trovati…non interessanti, quasi da saltare.

Come ho scritto prima ho trovato troppo lineare la storia. Per quanto la vena poliziesca, unita a un urban fantasy del genere funzioni, ho trovato il fulcro principale degli eventi un po' troppo “Parto dal punto A e arrivo al punto B” c’è una evoluzione dei personaggi? Si, ci sono dei momenti che mi hanno sorpreso? Si, ma in generale troppo lineare tutto quanto.
Di conseguenza con il punto di sopra, ho trovato troppo prevedibile una cosa (ATTENZIONE da qui in poi è SPOILER! Se non volete sapere troppo del finale soprattutto) ovvero la scelta di Sara. Per molto tempo passa l’idea che non rimarrà che, non vorrà rimanere che si sente ferita per quello che gli ha fatto Ismaele dandogli “la vista” etc. etc. ma fin dalle pagine successive all’opzione di perdere la vista dopo due settimane come una prova, personalmente quello che ho immaginato, è che lei alla fine non avrebbe lasciato quel dono. Questo perché per una storia del genere è troppo scontato, e via via che si va avanti si ha proprio la sensazione che alla fine avrebbe cambiato idea. Certo il nuovo lavoro trovato da Ismaele poteva far titubare ma sinceramente più ci si addentra nella storia questa ipotesi sembra essere scartabile. Sarei stato molto, ma molto sorpreso se alla fine avesse abbandonato il dono, soprattutto dopo la notizia verso fine del libro che Sara avrebbe perso i ricordi di quella esperienza e quindi anche quelli su Gabriel! Quella notizia per me ha messo tolto ogni dubbio su tale scelta. È un difetto? In realtà no ma forse troppo prevedibile.

In definitiva


Questo è un tre che probabilmente potrebbe essere molto più un quattro: mi sono voluto trattenere perché questo libro lo ritengo un nuovo trampolino di lancio per Loredana La Puma, un nuovo modo per ricominciare a meravigliarci con i suoi titoli e le sue avventure; e lo vedo questo come l’inizio di una storia che potrà o salire o scendere; quindi buona partenza, abbastanza concreta e con basi forti, ma si dovrà vedere dove porterà e cosa quest’autrice sarà in grado di crearci in modo da continuare a meravigliare questo lettore.



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