giovedì 25 gennaio 2018

Il fiore di Sinmara, di Maddalena Cafaro [Recensione]

Salve a tutti lettori e ben trovati a questa nuova recensione. Oggi voglio parlarvi del secondo libro di della saga urban fantasy “I guardiani di Yggdrasil” ovvero il fiore di Sinmara, scritto da Maddalena Cafaro e edito dalla Delos Digital.



Titolo: I fiori di Sinmara
Autore:Maddalena Cafaro
Casa editrice: Delos Digital
Genere: Urban Fantasy| pag. 176
Disponibile su Amazon QUI
 
 
 
La vita di Sasha ha fatto un giro completo sulle montagne russe: il suo patrigno ha ucciso sua madre e il suo migliore amico nel tentativo di scoprire come aprire la prima delle nove porte che conducono ai mondi collegati a Yggdrasil. Ma solo un viaggiatore può trovare e usare le chiavi che aprono il passaggio tra i mondi, e Sasha è una viaggiatrice. Alec, che sembrava un amico fidato e forse qualcosa di più, l’ha tradita consegnandola a chi le dà la caccia. E ora, avendo ricevuto la propria eredità magica come elmentalista, a Sasha si aprono le porte dell’Accademia dei Guardiani di Azazel. Perché Sasha è destinata a essere un guardiano e i nove mondi la aspettano…

 
 
 
 
 
L’ho letto cosa ne penso:
Voglio essere il più sincero possibile con voi…io non riesco a trovare un modo per parlare di questo libro. Nella mia precedente recensione dell’inizio di questa saga (La chiave di Misgaard che trovate QUI) Avevo concluso quel pezzo ipotizzando che la trama e l’intero romanzo potessero con il secondo libro migliorarsi, vi erano, infatti, molti spunti o idee da poter portare avanti. E invece questo libro non riesce a fare quel salto in avanti, ma la cosa peggiore è che non vi sono nemmeno i lati negativi presenti nel primo libro. Ancora si nota delle scelte, diciamo rischiose dell’autrice come anticipare continuamente possibili misteri o avvenimenti di trama, ma “Il fiore di Sinmara” non si porta dietro con sé nessuna delle cose buone o di quelle negative del suo predecessore. Può sembrare assurdo e forse troppo duro ma non si riesce a trovare molto su cui poter ragionare in tutta la storia!
Sicuramente la scrittrice è molto brava a rendere la storia leggibile ma ormai in certi romanzi non più bastare una lettura scorrevole e pulita, e di certo meno di 180 pagine non bastano per dare reale corpo a una trama, ma questo secondo libro non ha nulla di quello che poteva essere, nel bene e nel male, come se iniziasse una storia parallela a tutto quello che stava avvenendo fino a quel momento, lasciando chi legge alquanto esterrefatti. La scrittrice si porta dietro alcune delle pecche del primo libro (tra cui anticipare in trama possibili misteri o addirittura non evolverli lasciandoli morire nella trama) ma oltre questo non c’è molto da dire. Mi scuso fin da ora con chi leggerà questa…recensione? Non so nemmeno se chiamarla così anche perché non metterò cosa mi è piaciuto e cosa no, ma solo questa mia considerazione unica; mi dispiace ma non riesco a fare diversamente.
Cercherò di spiegarmi; alla fine del primo libro c’erano tante cose da poter portare avanti tra le cose buone e no. C’era l’evoluzione della magia, come impararla come comprendere la sua natura “viva”; c’era la questione delle porte per i vari mondi, del passato della famiglia della protagonista e le varie peculiarità di ogni porta; i sentimenti di Sasha dopo il finale del primo libro, i suoi sentimenti, le sue amicizie, l’evoluzione dei personaggi secondari che Sasha ha incontrato è che l’hanno istruita (anche perché almeno due ne avevano bisogno visto poi il secondo libro) si poteva parlare più concretamente di Yggdrasil, di questo “nuovo mondo” per la protagonista e anche per noi lettori. No, niente di tutto questo.
Questo libro è Full Metal Jacket, molto diluito per renderlo leggibile anche per dei ragazzi, solo con la parte dell’allenamento prima della guerra in Vietnam, ma il libro è per il 90% questo: allenamenti, prove durissime, allenamenti, istruttori che bistrattano i ragazzi (che ricordo dal primo libro sono tutti “maggiorenni”, ovvero diciassette anni!), allenamenti, ricordare che c’è una trama principale che si dovrebbe…, allenamenti ma basta! Non può essere solo questo un libro, con tutti i limiti esterni ma questo no. Ci sono veramente pochissimi capitoli in cui si porta avanti la trama vera, è propria, che si parla dei sentimenti e le emozioni di Sasha (e qui nemmeno serve rivangare i sentimenti amorosi che paiono avere quasi tutti i personaggi maschili principali, perché Sasha è la protagonista forte fuori ma tenera dentro) o delle cose principali della storia. Sinceramente, cosa serve esporre in modo così ampio tutto l’allenamento di Sasha? Contando che è palesemente tagliuzzato qua e la? La conseguenza si evince nella storia nel suo totale, dando un capitolo e mezzo a spiegare i vari tipi di maghi/guardiani in tutta l’accademia e i vari poteri, lasciando gli ultimi capitoli per concludere velocemente la questione della porta di Sinmara, del mondo di fuoco; e si è parlato poco per tutto il libro della questione del “viaggiatore” rispetto al significato che era stato dato a tale missione nel libro precedente.
Non si capisce perché di questa scelta, di raccontare in pratica tutta una storia a parte, che potrebbe avere una vaga spiegazione dalle esternazioni fatte dai personaggi della storia a inizio capitolo: ovvero “quali sono le strade possibili in quest’accademia?” “Beh puoi diventare questo, questo e questo altro…e poi ci sono gli incursori, ovvero il meglio del meglio” “E come si diventa Incursori?” “Eh…ma tu non puoi diventare incursore perché lo possono fare solo gli uomini, perché le donne non hanno la forza o la resistenza degli uomini” “Cazzo (a quanto pare diventato un intercalare) farò di tutto per smentire questa discriminazione e ce la farò” Indovinate come finirà il libro? E non lo dico perché l’ho finito, ma perché dopo poche pagine da inizio del capitolo si capisce come finirà questa questione, è dopo il terzo capitolo si capisce su cosa si concentrerà la storia fino alla fine. E sì, ci sono le introduzioni a inizio di alcuni capitoli che aiutano a portare avanti la trama, e sì, c’è la rappresentazione dei sogni di Sasha che aiuta in questo proseguo di trama, ma veramente è troppo poco, per quello che ha detto il primo libro, per come ci si era lasciati, questo è troppo poco.
Mi dispiace dover fare un commento del genere e mi dispiace non dare nemmeno un gufo, perché a mio parere questo libro non c’entra nulla o quasi con la storia che si voleva trattare; mi sembra veramente di aver iniziato quasi un’altra saga. Mi dispiace essere così duro quando per i nuovi o certi scrittori cerco di andarci molto piano, ma dopo il primo libro doveva esserci qualcosa di meglio, e non ho avuto nulla di quello che doveva essere questo libro. Un gran, gran peccato.

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