martedì 13 febbraio 2018

Tenebre di Maria Patavia - 1a Tappa [Blogtour]

Buongiorno Lettori Erranti, pronti per la prima tappa del blogtour di Maria Patavia con il suo Tenebre? Ve li prensento subito. 


Tenebre 

di Maria Patavia
Una piccola città di provincia è invasa da ombre che fagocitano interi quartieri senza che gli abitanti, chiusi nel loro mondo egoistico, se ne rendano conto. La misteriosa figura di un mago è sempre presente sui luoghi in cui avvengono strani accadimenti. Di chi si tratta in realtà? Ne sarà la causa? Tenebre racconta il lato oscuro nascosto nell'ipocrisia della gente, le paure che si sdrotolano mischiando sogni che diventano incubi e una realtà in continua trasformazione. Il racconto non si basa sulla storia di un unico personaggio ma, attraverso le storie di alcuni, rispecchia le verità nascoste dell'epoca moderna che si svela attraverso la donna che subisce violenza tra le mura domestiche, l'adolescente ormai indifferente al mondo che lo circonda e perso nell'inutitilità di un videogioco, la stolker che non accetta un riufiuto, la famiglia che si riunisce per un evento importante celando odio e vecchi rancori. Le tenebre non sono i mostri che provengono da fuori ma quelli che corrodono l'animo umano dall'interno.


Una breve presentazione dell'autrice...

Maria Patavia, nata e residente a Lecce, inizia la sua esperienza scrivendo nel giornale universitario e successivamente per diversi giornali e riviste cartacee e online. Dopo un periodo di corsi e spettacoli nel settore teatrale ha cercato nella pittura una nuova esperienza artistica. Tutt’ora espone i suoi quadri nelle gallerie di tutta Italia, ed ha vinto premi prestigiosi. Recentemente ha ritrovato la passione per la scrittura mai dimenticata e nel dicembre 2016 è stato pubblicato un suo libro sotto forma di e-book dal titolo “Baby Face ed altre favole”, una raccolta di racconti per bambini in età prescolare scritte in rima e da lei stessa illustrata.

Contatti:
cellulare  340-6621941
email: maria_patavia@libero.it


1 commento:

  1. Conoscendo di persona l'amica e collega autrice Maria Patavia, e avendo collaborato alla prestesura di Tenebre, non posso che complimentarmi vivamente per la pubblicazione del suo libro... e per le non poche recensioni positive che sta ottenendo in meritato riscontro. Tenebre è un'opera un po' atipica, non rientra di per sé nella generalizzazione diretta della categoria "horror", poiché basculante tra diversi registri narrativi che amalgamano, sfumandoli gli uni negli altri, anche thriller noir romanzo di formazione e una sorta di diaristica biografica. Sensibilità ferite e brama di riscatti. L'autrice dunque si racconta trasversalmente attraverso la sublimazione surreale dei suoi personaggi, lungo le cornici instabili ma concentriche degli scenari deliranti in cui essi si muovono ignari e sospesi. La forza di questo libro è il continuo onirismo che, come un collante ancora caldo, ora avvicina ora allontana storie e persone. Non si può pertanto misurare con pragmatismo o sillogismi ferrei l'intersecarsi e dipanarsi incessante di tutto ciò. La dimensione della paura passa in gran parte per quella del sogno, con tutte le ombre le luci e le leggi stravolte del caso, rasentando sovente l'allucinazione. Ecco che lo scopo di Tenebre non è di essere innovativo e originale (non è un mero prodotto commerciale d'intrattenimento con l'intento di sorprendere un mercato già ampiamente battuto), piuttosto vuol invitare a guardarsi dentro, ad affrontare i propri mostri metaforici prima ch'essi diventino metafisici. Tenebre è anche una sottile denuncia sociale, nei confronti di quelle stantie realtà urbane che pur nella modernità celano un incancrenito sostrato di controproducente e paradossale arretratezza mentale. Molto poetico, per tutta la durata del libro, il forte senso di malinconia e di abbandono che fa da contrappeso alla voglia di rinascita, a una ribellione criptica che come minimo comune denominatore si rispecchia in più di un personaggio. L'interrogativo che funge da perno è che rapporto si ha con i propri, ineluttabili, timori esistenziali? L'auspicio è che la valenza esorcizzante e catartica che ha mosso il flusso letterario dell'autrice possa smuovere qualcosa di utile nelle coscienze e nei mondi interiori di chi saprà, è proprio il caso di dirlo, "leggere oltre le righe". In attesa che le tenebre cedano il passo all'alba di nuovi giorni da raccontare.

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