mercoledì 18 aprile 2018

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop - Ricetta: Torta di noci [Rubrica:LettureInPentola]


Bentrovati Lettori Erranti, questi giorni sono superfrenetici, ma non potevo lasciarmi scappare l’occasione di presentarvi questo libro con una ricetta. Ho mobilitato i miei seguaci di instagram e le mie cavie per la scelta del dolce da presentarvi, ma come avrà notato chi mi segue, la ricetta non riguarda il dolce vincitore (causa ingrediente introvabile al momento nel mio paese)… ma prima di tutto conosciamo il libro che ho da poco concluso. Il romanzo di cui vi voglio parlare è Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg,  titolo venuto fuori quando ho letto The help (trovate qui la recensione) e che mi ha incuriosita.

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop
di Fannie Flagg
Rizzoli Editore (BUR Biblioteca Univ. Rizzoli)
Narrativa
Prezzo: € 8,50 Pag. 368
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Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è un piccolo capolavoro che molti lettori hanno scoperto e amato anche grazie all’omonimo fortunato film dei primi anni Novanta. Coniugando uno humour irresistibile alla rievocazione struggente di un mondo che non c’è più, Fannie Flagg racconta la storia del caffè aperto in un’isolata località dell’Alabama dalla singolare coppia formata da Ruth, dolce e riservata, e Idgie, temeraria e intraprendente. Un locale, il loro, che è punto di incontro per i tipi umani più diversi e improbabili: stravaganti sognatori, poetici banditi, vittime della Grande Depressione. La movimentata vicenda che coinvolge Ruth e Idgie, implicate loro malgrado in un omicidio, e la tenacia che dimostrano nello sconfiggere le avversità, donano a chiunque segua le loro avventure la fiducia e la forza necessarie per affrontare le difficoltà dell’esistenza.


LA MIA OPINIONE

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è un continuo viaggio tra passato e presente. Tutto inizia con l’incontro casuale in una casa di riposo tra Evelyn, una donna depressa e all’inizio della menopausa e la signora Ninny Threadgoode, un’anziana ospite della casa di riposo che ha sempre voglia di chiacchierare.  Così Ninny racconterà alla sua nuova amica la storia del Caffè aperto vicino la stazione di Whistle Stop e delle proprietarie Ruth e Idgie.
Siamo alla fine degli anni ‘20 (ma viaggeremo fino agli anni ’80 grazie a Ninny), attraverseremo gli anni della Depressione, del Klux Klux Klan, dei piccoli paesi dove ci si conosce tutti,  e si sa tutto di tutti, e questo  a Whiste Stop grazie anche al giornalino settimanale di Dot Weems.
Si intrecciano vicende, personaggi che tra coraggio e paura nel loro piccolo combattono diverse forme di razzismo, non solo quello dei bianchi verso i neri, infatti, ci troviamo davanti al figlio di Ruth che perde un braccio, e dovrà affrontare diverse difficoltà per il suo essere diverso… e poi c’è anche Evelyn, che come abbiamo detto è avanti con l’età e si ritrova “troppo vecchia per essere giovane, e troppo giovane per essere vecchia”, e che viene presa in giro da alcuni giovani per il suo sovrappeso.
Diverse forme di discriminazione si intrecciano in un unico romanzo, anche per questo motivo lo trovo un libro ricco di significato, che fa continuamente riflettere, che non lascia nulla al caso, ma che comunque affronta tutto con naturalezza, e per questo  potrebbe apparire leggero, grazie, anche, a quel tocco di ironia che caratterizza tutta la lettura.
Un’opera scritta con maestria: l’autrice  si destreggia facilmente nei continui “viaggi temporali”, ci porta in quegli anni e quei luoghi che descrive senza appesantire e perdersi in dettagli inutili. Una lettura che non stanca, ma che, anzi, appassiona, facendoti amare tutti i protagonisti,  lasciandoti un leggero senso di vuoto durante le “brutte vicende” che i personaggi affrontano.
Dal libro è stato tratto il film, come si diceva nella sinossi e l’ho visto ieri sera.  Come disse il mio amico Paolo quando ho proposto il titolo “un film che si chiama pomodori verdi fritti va visto a prescindere che il libro ti piacerà o meno” (citazione quasi testuale). Quindi, ieri abbiamo visto il film, che in generale, è piaciuto abbastanza, ma manca di molto, per me,  i personaggi sono poco delineati e il significato profondo del loro carattere e delle loro azioni non traspare quasi. Probabilmente se non avessi letto prima il libro non mi sarebbe neanche piaciuto più di tanto.  


Coinvolgente, appassionante ed ironico. Un libro che ti emoziona con semplicità.


Torta di noci

Eccoci, quindi, alla ricetta di oggi… Realizzare i pomodori verdi fritti sarebbe stato troppo banale e scontato, quindi ho segnato alcuni piatti che venivano citati nel libro e scelto due ricette, la prima che ha vinto nel sondaggio, purtroppo non l’ho potuta realizzare, quindi, al momento “accontentatevi” della torta di noci, ispirata alla ricetta del rollè di noci della mia amica Agnese.

Ingredienti:
4 uova
80 gr zucchero
1 bustina di vanillina
120 gr noci tritate
1 cucchiaio scarso di lievito per dolci
2 cucchiai da tavola di farina 00
1 pizzico di sale

Per la crema:
220-250 gr di panna da montare
1 cucchiaino di caffè solubile o cacao
2 cucchiai di noci tritate

Procedimento:
Dividete i tuorli dagli albumi, aggiungete a questi ultimi un pizzico di sale e montate a neve ben ferma, nei tuorli aggiungete lo zucchero e montate anche questi, quando il composto è ben schiumoso e chiaro aggiungete gli albumi montati a neve, e delicatamente mescolate con una spatola dal basso verso l’alto, aggiungete il resto degli ingredienti (farina, noci, lievito, vanillina) mescolando sempre delicatamente. Stendete la carta forno in una teglia rettangolare (io ho usato una 35x25) e poi aggiungete il composto amalgamato uniformemente. Mettete in forno a 200° per circa 10-15 minuti.  Appena è cotto uscite la teglia e coprite con un’altra teglia in modo che il panetto sia ben coperto, così rimarrà morbido.  
Preparate la crema montando la panna a neve e aggiungendo poi le noci tritate e il caffè. Io ho aggiunto un cucchiaino di caffè e ginseng e un pizzico di cacao.
A questo punto potete togliere la carta forno dalla base molto delicatamente e decidere se comporre una torta, oppure seguire la ricetta originale. Se volete dare la forma di rollè spalmate la crema, poi arrotolate il tutto formando una sorta di salame, chiudete nella pellicola o nella carta forno pulita, e riponete in frigo. (tagliate a fette e servite con dello zucchero a velo).
Io, invece, ho preferito formare una torta rettangolare, dividendo in due la base, ho disposto metà crema, aggiunto sopra  l’altro pezzo della base e ho messo il resto della crema, guarnendo con alcuni pezzetti di noci sbriciolate.

Prima di servire lasciate riposare in frigo almeno un’ora.

Il risultato sarà ottimo comunque!!!

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