venerdì 15 giugno 2018

Blogtour "Oracoli" di Alessandra Leonardi - NpsEdizioni Terza tappa: Il dono dell'aruspice

Salve a tutti voi cari amici del Bosco,

oggi vorrei porvi una domanda: secondo voi il futuro è già scritto?

Alcuni risponderanno di no, ma nell'epoca e nel mondo in cui vi porterò oggi, molti possedevano il dono della preveggenza, della divinazione e della profezia.

Benvenuti alla Terza tappa del blogtour di "Oracoli", la raccolta di racconti di 
Alessandra Leonardi, edita NpsEdizioni.


Quattro racconti, quattro epoche remote, quattro popoli che hanno segnato la storia del Mediterraneo, accomunati da un’ossessione: la divinazione, per aprire squarci sul futuro e scoprire il volere degli Dei. I Fenici in Sardegna, gli Etruschi in Toscana, Umbria e Lazio, gli Ellenici in Campania e nel Sud dell’Italia, infine i Romani: sussurri divini nell’acqua e nella pietra, voli di uccelli e viscere degli animali, sacrifici e visioni, oracoli vergati su fogli di papiro e libri con una risposta per ogni domanda.Storia, mito e fantasia sono le basi da cui si dipanano le avventure narrate in “Porpora”, “Il dono dell’aruspice”, “Sibilla” e “I libri fatali”.  Gli Dei sembrano aiutarci, ci mandano segnali, ci parlano, esigono da noi preghiere e sacrifici, ma alla fine nulla cambia: siamo burattini nelle loro mani capricciose, sempre e comunque. A cosa serve allora conoscere quello che accadrà? A cosa serve dedicare loro le nostre devozioni?
La nostra tappa è dedicata al racconto "Il dono dell'Auruspice"

 Facciamo due chiacchiere con l'autrice

1)        Alessandra di cosa parla questo racconto, in breve?
Innanzitutto grazie per lo spazio sul vostro blog! “Il dono dell’aruspice” è il secondo dei quattro racconti che compongono l’antologia “Oracoli”, e l’argomento è la divinazione nel mondo antico. Questo racconto è ambientato a Velathri, l’antica Volterra etrusca, nel VI sec a.C. Gli Etruschi erano vaticinatori provetti, maestri nell’arte dell’aruspicina e nella lettura di fenomeni naturali come il volo degli uccelli o i fulmini. Il protagonista è Marce Ceicna, un giovane che è stato prescelto per divenire aruspice, che possiede un dono speciale, quello della preveggenza tramite i sogni, che accetta malvolentieri. Queste sue capacità gli procureranno molti problemi.

2)        Quali sono i personaggi del racconto?
Il protagonista è il giovane Marce Ceicna, che, come dicevo nella risposta precedente ha un dono che va oltre le tipiche capacità degli aruspici ; il suo maestro è Aker Clauce,  i suoi compagni di studio sui Libri Vegoici e su altri antichi testi sono i giovani Titos e Lucer. Nel corso della storia incontreremo anche un personaggio storico, ma non svelo nulla per non togliere la sorpresa ai lettori!

3)        Quali sono i luoghi del racconto? Perché questi luoghi?
Il racconto è ambientato a Velathri, la moderna Volterra, che è una delle dodici città – stato degli Etruschi.  Avrei anche potuto scegliere un’altra città , ma Volterra mi ha ispirato di più! Nel corso della storia i protagonisti si recheranno all’importante raduno annuale degli Zilath, i magistrati a capo delle città, che si teneva a Velzna, la moderna Orvieto.

4)        È stato difficile studiare e documentarsi su quest’epoca?
È stato molto interessante studiare di nuovo questa popolazione dopo gli studi scolastici, avvenuti ormai molti anni fa, quando degli Etruschi si sapeva poco o nulla; nel frattempo l’archeologia ha fatto passi da gigante e sono venute alla luce molte novità, tra l’altro è stato anche decifrato l’alfabeto etrusco che prima era un mistero.
Ho avuto qualche difficoltà coi nomi e i cognomi, ma mi è venuto in soccorso un mio amico etruscologo!

5)        Qual è stata la maggiore difficoltà nello scrivere un racconto fantastico, su basi comunque storiche?
Anche se degli Etruschi si è scoperto molto, non si sanno ancora moltissime cose. Essendo un racconto su basi sì storiche ma comunque fantastico, mi sono concessa alcune libertà, come inserire una “scuola” per gli aruspici, o ritenere che ci fossero sacerdotesse donne, cosa molto probabile, ma non ci sono le prove scientifiche.

6)        Vuoi lasciarci un estratto del racconto, magari corredato da colonna sonora?

Vi lascio l’incipit:

«Ti saluto, giovane Marce Ceicna».
Pioveva, il giorno in cui gli aruspici vennero a prendermi. Li attendevo sotto il porticato della mia dimora, mentre percepivo l’acqua scorrere nella terra, impregnandola e rendendola accogliente e feconda. La sentivo scendere negli strati inferiori del suolo e quell’insinuarsi sotterraneo faceva vibrare le mie vene, come se il sangue fluisse all’unisono con essa.
Li vidi arrivare in cima alla collinetta: erano in tre, come nella mia visione, maestosi con il loro copricapo a forma di cono smussato, le vesti preziose e il sacro lituo. Non erano stupiti nel vedermi in loro attesa.
«E io saluto voi, aruspici» risposi.
«Sono Aker Clauce, il Primo Aruspice di Velathri, e con me sono Arnth Caile e Sethre Vineia. Conosci il motivo della nostra presenza, poiché noto che ci stavi attendendo: lo avrai intuito da qualche segnale divino, forse un volo degli uccelli?»
«Sì» mentii.
Lo sapevo, ma non per l’osservazione dei fenomeni naturali che ci mandano gli Dei.

Colonna sonora per il racconto: Gli uccelli di Franco Battiato:  



Come è possibile acquistare Oracoli? 
Disponibile su tutti gli store di ebook.

Cartaceo disponibile su richiesta per presentazioni o eventi.




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