giovedì 21 giugno 2018

"Steambros Investigation - L'Anatema dei Gover" di Alastor Maverick e L.A. Mely [Recensione]

Salve a tutti lettori e ben trovati in questa nuova recensione. Oggi sono qui per parlarvi del secondo libro della saga “SteamBros” di Alastor Maverick e L.A. Mely. Il libro si chiama “L’anatema dei Gover” edito dalla casa editrice ormai di casa qui nel nostro Blog, Dark Zone.





Titolo: Steambros investigation - l'anatema dei Gover

Autore: Alastor Maverick, L.A.MEly

Editore: Dark Zone edizioni

Genere: Steampunk investigativo| pag. 192

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Il mondo è dominato dalla meraviglia dei motori a vapore e delle macchine elettriche. La gloria e il lusso appartengono ai ricchi e ai potenti che lasciano le classi meno abbienti a vivere nella miseria. In questo miasma di fumo e carbone emergono le menti più brillanti, siano esse volte al crimine o alla giustizia. Nicholas e Melinda Hoyt sono due investigatori privati, schierati al servizio della giustizia, fondatori dell'agenzia "Hoyt Brothers Investigations". Quando un apparente caso di suicidio porta a galla frammenti del loro passato, solo una grande dose di fortuna, intelligenza e vapore potrà far emergere la verità e salvargli al vita.


L’ho letto cosa ne penso:


Qualche tempo fa avevo esposto i miei pensieri sul primo libro di questa storia (recensione che potete trovare QUI) e all’epoca notai molti alti e bassi. Sicuramente l’opera e le idee incuriosiscono, quindi andiamo a vedere cosa ci aspetta per questo secondo libro.



Cosa mi è piaciuto:



Qui vado a confermare tutte le cose buone viste nel precedente romanzo. I personaggi principali, non solo confermano una buona caratterizzazione ma essa si evolve (anche se sii nota che sarà più Melinda a cambiare e forse a maturare rispetto a Nicholas) Non è solo il mantenimento del carattere dei personaggi, ma anche far progredire loro stessi dal punto di vista dell’esperienza investigata ed emotiva. Vi è una storia che si ramifica davanti a noi e giustamente, anche i caratteri e i modi di rapportarsi al mondo cambiano; stiamo comunque sempre parlando di ragazzi, bravi investigatori, ma comunque giovani. Sempre sul tema caratterizzazione, anche qui confermate le note positive per quanto riguardo i personaggi secondari ogni figura si presenti in scena, ha qualcosa da dire o da mettere in mostra; un ottimo lavoro contando anche stavolta le poche pagine del romanzo.

Oltre alle note positive questo secondo libro fa comprendere meglio le nebbie e i misteri che in precedenza mi avevano fatto dubitare della loro utilità. Senza anticipare nulla, dirò solo che qui alcune situazioni “nebbiose” del primo libro, proseguono anche nel secondo e avranno delle spiegazioni, mentre altre nebbie rimarranno celate; troveremo che molte risposte causeranno altri misteri e altre nebbie, che aggiungeranno molta curiosità attorno alla storia... Scelta interessante insomma.

Infine sono da confermare anche le ricette finali di fine libro, sempre molto appetitose e comunque danno all’intero libro un tocco di realismo a quello che avviene. alla fine sono le ricette di ciò che i fratelli Hoyt provano per tutta la storia e ci si può incuriosire parecchio anche su questioni di questo tipo, inoltre possono tornare molto utili per altri ambienti.



Cosa non mi è piaciuto.


Anche qui devo confermare una nota dolente che già era presente. Come nel precedente libro trovo l’ambientazione nella quale gira tutta la storia poco contestualizzata. Vero, ci sono delle cose che fanno pensare alla situazione stilistica dello steampunk, ma è poco, Non solo ma viene confermato uno stile di scrittura poco ricollegabile al genere; si ha l’impressione di essere in età vittoriana? Sì, ma non in un contesto così particolare come lo è lo steampunk. Questo è un gran peccato perché la storia e l’atmosfera non sono per niente male, lo spostamento a Glasgow è di sicuro un buono spunto, anche perché non è un contesto londinese spostato in Scozia; si percepisce comunque l’aria di un altro tipo di ambientazione geografica per tutto il racconto, cosa che non si percepisce però per lo Steampunk.

In aggiunta devo dire che l’indagine che accompagna la trama mi ha lasciato con l’amaro in bocca. Dall’inizio alla fine ho trovato la situazione un po’ strana e a tratti forzata come cosa. L’imput iniziale che da motivo per investigare sul caso può starci ma personalmente fin dal loro arrivo a Glasgow, le mosse iniziali dei protagonisti non mi hanno colpito particolarmente; il proseguimento delle indagini non mi ha colpito quasi per nulla;e l’exurcus deduttivo dei due investigatori, per un caso cos’ strano non mi ha interessato più di tanto. Il finale può avere qualcosa d’interessante (un caso dentro un caso, la soluzione di una maledizione che nasconde altro; di certo è una buona idea) ma avviene tutto velocemente inoltre, è strano che nessuno, o poliziotti locali o altri, giungano per capire cosa avviene alla villa dei Gover. Possibile che sia stato scelto un finale del genere perché mancavano poche pagine alla fine? Non so dire su questo, ma ci ritroviamo quindi con un’indagine con poco mordente soprattutto nella parte di mezzo del libro.



In definitiva






Miglioramenti se ne sono visti, e di certo la storia merita tre gufi, ma se vi sono conferme positive ce ne sono anche di negative; stavolta la bilancia è più a favore di ciò di buono che si è visto, e vista anche la conclusione della storia, sembra che vi sia di mezzo un proseguimento ricco di questioni da risolvere molto importanti; non so i due autori, dove andranno a parare ma non sembra di vedere niente di scontato o già visto (ed io personalmente a inizio libro pensavo che le tracce della sorella scomparsa degli Hoyt portassero a qualcosa di molto più classico) Attendiamo di vedere come proseguirà questa storia e che direzione ora prenderanno i due investigatori, sia per il loro caso, sia come muteranno ulteriormente come persone all’interno di questa saga.




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