venerdì 13 luglio 2018

Blogtour "I figli di Cardea" di Alessio del Debbio - quinta tappa

Cari amici del Bosco,

abbiamo il piacere di partecipare al blogtour della nuovissima uscita editoriale del caro amico scrittore Alessio Del Debbio, con il suo "I figli di Cardea" - Edizioni Il Ciliegio. 

Siamo giunti alla quinta tappa: quella dedicata agli estratti e alla colonna sonora. Ma se per caso vi foste persi quelle precedenti, ecco qui sotto un piccolo promemoria per aiutarvi a recuperare ogni argomento.


Abbineremo alcuni estratti ad altrettante musiche, così sarà più interessante viaggiare tra le parole e le note, stuzzicando la voglia di avere tra le mani il cartaceo del libro.
PRIMO ESTRATTO
(Bianca e Daniel parlano della berserksgangr)
 «Quello che vedo è che non avrò mai nulla. Ho lasciato il lavoro, i miei sono sul piede di guerra, mi chiamano ogni giorno per sapere quando potranno venire a vedere questo fantomatico appartamento in cui sono andata a vivere con Gigi. E Gigi? Lui è il più beato di tutti, non sembra accorgersi di nulla, come se la mutazione non l’avesse toccato».
«Forse è così. La berserksgangr agisce in maniera diversa, a seconda delle persone. Forse tu… eri così attaccata alla tua vita precedente da non riuscire ad accettare il cambiamento».
«Io odio questo cambiamento, Daniel!» gridò Bianca, prima che lui la sbattesse di nuovo contro l’albero.
«Sei una stupida, e un’ingrata. È vero, non hai scelto questa vita, ma nella disgrazia non ti rendi conto di quanto sei stata fortunata? Tu e Gigi vi siete trasformati insieme e potrete vivere entrambi una lunga vita. Proprio quella che volevi. Quei sogni sono ancora lì, anzi sono divenuti realtà. Mentre Aurora, la Dottoressa, persino Fabio invecchieranno, voi rimarrete sempre così, sempre giovani, e tra cent’anni, quando i nostri amici saranno polvere e i ricordi dei giorni vissuti assieme ormai leggenda, voi ci sarete ancora, liberi di ubriacarvi sulle loro tombe, di cantare canzoni sui bei tempi andati o di continuare a litigare per le cazzate che rinfacci di continuo a Gigi. Forse anche tu hai qualcosa per cui essere gelosi, no? Non tutti hanno avuto questo privilegio. Non tutti possono condividere l’eternità con coloro che amano…»
Bianca sgranò gli occhi ma prima che potesse rispondergli, Daniel scosse le spalle e si incamminò verso la baita. Gli tornarono in mente le parole di Luisa, una notte in cui l’aveva sorpresa a vegliare Alois, che dormiva sereno con una mano tra le sue.
«Non innamorarti mai. è un sentimento a cui non siamo in grado di sopravvivere».


SECONDO ESTRATTO

(La Dottoressa si prepara per partire per Cardiff)

Adesso che lei se ne stava andando, sarebbe bastato Marco a ricordargli le sue promesse o forse entrambi si sarebbero arresi?
No, suo fratello non se ne sarebbe fregato. Aveva dato via persino la sua adorata Audi, per aiutare i suoi. Sarebbe rimasto e avrebbe lottato anche per lei, e per Paolo, mentre lei che avrebbe fatto? Sarebbe scappata di nuovo, in un’altra città, in un’altra nazione; se avesse potuto, anche in un altro continente, incapace di liberarsi da pensieri che l’avrebbero seguita comunque. Eccoli lì, anche quel giorno, stravaccati sui sedili logori della Panda, a farle compagnia in un viaggio che si prospettava più lungo del solito. C’era la sua determinazione, quella non mancava mai, in ogni impresa in cui si lanciava, ed era il lato di lei che le persone apprezzavano di più quando la conoscevano; c’erano i suoi dubbi, aumentati nell’ultimo mese, di pari passo alle chiamate delle banche e dell’avvocato, e infine c’erano i ricordi. Una corona di ricordi che le schiacciava il capo e le sue belle punte colorate. In verità, da una settimana ormai aveva abbandonato l’azzurro sfoggiato durante l’estate, per un più sobrio color nero, come il suo umore, senza rinunciare però a qualche riflesso blu, ben poca cosa rispetto agli arcobaleni degli anni precedenti. Ma a Cardiff volevano una ricercatrice competente e in tenuta impeccabile, non un’adolescente in preda a timori e dubbi. Forse avrebbe dovuto ricordarsene prima di firmare.


TERZO ESTRATTO
(Sidonia Von Borcke incontra le Janare)
Vivere e morire da lupi, questo era il suo motto. L’aveva dimenticato? O era stata annebbiata dalle parole dello stregone dal pelo rosso da illudersi di essere ancora umana, di aver ancora diritto al libero arbitrio?
Non è così! Gridò, e scagliò un pugno nel terreno sotto di lei, crepandolo. Sei… soltanto… una… schiava. Ringhiò, continuando a colpire, finché le nocche non sanguinarono pietà.
Soltanto allora si accorse della nebbia che l’aveva circondata, ricoprendo la sommità della Majella, nascondendo persino la luna. E in quella nebbia sette forme presero a vorticare, frusciando silenti attorno a lei. Sidonia si sollevò di scatto, rabbrividendo quando una di quelle sagome evanescenti sembrava sfiorarla. Le faceva lo stesso effetto ogni volta, anche dopo tutti quegli anni. Tentò di spostarsi ma il peso del sacchetto che portava al collo la schiacciò al suolo, rendendo grevi i suoi passi, macigni che a fatica riuscì a smuovere. Sentì un sussurro, un nome lontano che riecheggiò nella nebbia, e le gambe presero ad avanzare a fatica in una direzione, strappandole gemiti di dolore e impotenza. Camminò per un tempo indefinito, affondando le palme dei piedi su rocce aguzze, mentre sagome spettrali le turbinavano tra i capelli, tirandoli e strappandoli, per poi schiaffeggiarle il volto e incitarla a camminare ancora. Passò accanto a un cimitero dalle tombe scoperchiate, il cui ventre violato vomitava luridi liquidi pestilenziali, e a una chiesa sconsacrata dalle mura imbrattate di oscenità; superò un fiume dalle fetide acque, dentro cui schiere di dannati sgomitavano per sollevarsi e chiamarla a sé, infine giunse sotto il noce. Dove le Janare la attendevano.



Prossima tappa il 16 luglio per l'intervista all'autore.

Alla prossima




2 commenti:

  1. Tre splendide canzoni, complimenti per le scelte, credo siano proprio azzeccate!

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