sabato 18 agosto 2018

Quattro chiacchiere con l'autore: oggi intervisto Aldo Dalla Vecchia

Ciao cari amici del Bosco,
quella che vi propongo oggi è una bella intervista ad Aldo Dalla Vecchia, noto autore televisivo, giornalista e scrittore che ho avuto il piacere di incontrare e conoscere in una caldissima serata di luglio nel castello di Lerici.


Abbiamo parlato della sua ultima fatica letteraria La capra crepa - 333 reati linguistici - Pegasus Edition, recensita qui sul blog qualche settimana fa (per leggerla clicca qui) e quando gli ho proposto di rilasciare un'intervista per il nostro Blog si è reso subito disponibile.



Benvenuto sul blog “Il bosco dei sogni fantastici”. Questo è il tuo momento, io e tutti i miei lettori vogliamo conoscerti meglio: raccontaci chi sei e come ti sei avvicinato alla scrittura.
Sono un giornalista, autore televisivo e scrittore. Ho pubblicato il mio primo articolo esattamente 30 anni fa, nel 1988, quando ne avevo 19, e da allora non mi sono più fermato. La scrittura ha sempre fatto parte di me fin dall’infanzia. Il mio primo libro, il romanzo “Rosa Malcontenta”, è uscito nel marzo 2013 per la Sei Editrice dopo aver vinto il concorso per inediti “In Primis”, ma l’avevo scritto quasi 20 anni prima. In tutto ho pubblicato finora sette volumi. “La capra crepa. 333 reati linguistici” (Pegasus Edition) è ancora fresco di stampa, ed è la mia prima opera da cinquantenne.

Parliamo proprio di “La capra crepa”: come ti è nata l’idea?
L’idea mi è venuta una mattina di inizio gennaio 2017, leggendo come tutti i giorni i quotidiani, e trovandoli come sempre pieni di errori, strafalcioni, parole inutili, inglesismi irritanti, neologismi orrendi. Decisi di parlarne su Facebook, con un post che si intitolava “Parole, espressioni e modi di dire che mi provocano la psoriasi”. La prima parola, mi ricordo, fu “gelicidio”. Data la quantità di commenti e di interventi, quel post è diventato una rubrica quotidiana durata un anno, e poi un libro, il mio settimo: “La capra crepa. 333 reati linguistici”.

Il libro però non contiene soltantoreati”.
No, per fortuna. Oltre agli errori e agli orrori linguistici, ci sono parole ed espressioni così di moda che tutti le usano senza pietà (“anche no”, “apericena”, “top”…), inglesismi abusati (“influencer”, “youtuber”…), e tanti esempi di lingua parlata “a orecchio”. Un esempio? “Super partners”. Un altro? “Il nostro rapporto si è inclinato”.

Secondo te gli italiani non conoscono più la loro splendida lingua o è solo perché si sono adeguati a un nuovo modo di comunicare, soggetto sempre più ai meccanismi dei social e alla necessità di fare in fretta?
Entrambe le cose. Diciamo la verità: la stragrande maggioranza degli italiani non ha mai avuto un rapporto facile con questa meravigliosa lingua, e l’arrivo e la diffusione massiccia dei social non hanno fatto altro che peggiorare la situazione.

Quanto hai studiato per scoprire i termini errati?
Quelli li ho scoperti semplicemente leggendo i giornali o sentendo le persone parlare. Poi però mi sono documentato per offrire ogni volta la soluzione agli errori. Le fonti più consultate sono state la Treccani e l’Accademia della Crusca, oltre a dizionari, grammatiche e manuali.

Ci sono reati che ad Aldo fanno veramente orrore?
Mi indispongono in modo particolare quelli che parlano a caso commettendo un sacco di strafalcioni, e quelli che infarciscono i loro discorsi di parole in inglese inutili e incomprensibili, giusto per fare un po’ di scena. Passando all’italiano scritto, rimango sempre tramortito quando mi succede di leggere, purtroppo spesso, “qual’è” o “un’attimo”, con quegli apostrofi che gridano vendetta.

Perché un lettore dovrebbe scegliere di leggere il tuo libro?
Per giocare un po’ e divertirsi a scoprire aspetti della propria lingua che magari non conosceva; per imparare a parlare e scrivere meglio l’italiano; per la bellissima copertina disegnata dall’artista Alessandra Belloni.


Abbiamo scampo? Oppure in un mondo così globalizzato siamo costretti a fare l’“apericena” altrimenti siamo out”?
Avremo scampo a patto di non farci contaminare dalle mode linguistiche, dalla fretta nel parlare e nello scrivere, dall’ignoranza che ci circonda, sempre di più.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Continuare a scrivere per la tivù e i giornali, e continuare a sfornare nuovi libri. Quattro sono già pronti, e altri due sono in cantiere. Il prossimo, l’ottavo, uscirà in autunno, e sarà dedicato alla televisione.



Come possiamo trovarti sui social?
Aldo Dalla Vecchia su Facebook, @aldodallavecchia su Instagram, @aldallavecchia su Twitter, www.aldodallavecchia.com per chi volesse visitare il mio sito. Buona lettura… E che il buon italiano sia sempre con voi!

Grazie Aldo, continueremo a seguirti.





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