domenica 28 giugno 2020

"Andate Tutti Affanculo", The Zen Circus [Recensione]

Amici Lettori,
vi auguriamo un buonissimo primo weekend estivo con una lettura che può rivelarsi interessante...
Conoscete la band The Zen Circus? Ecco, avevano qualcosa in più da raccontare, oltre che mettere in musica...


ANDATE TUTTI AFFANCULO

The Zen Circus
Mondadori Editore
19.00 euro - 324 pagine


Questo è un romanzo anti-biografico. Appino, Ufo e Karim - voce, chitarra e batteria degli Zen Circus - prestano i nomi e la vita a una storia che potrebbe essere una delle loro canzoni. Realtà e finzione si rincorrono in questo rocambolesco romanzo che racconta la nascita di una famiglia disfunzionale, quella di un gruppo di ragazzi che attraverso la musica cercano di definire se stessi, e la generazione di vecchi senza esperienza dalla quale vogliono fuggire. Dal primo concerto durante un'occupazione scolastica al primo tour, fatto di viaggi in camper e notti sotto le stelle a smaltire le sbronze; dalle canzoni scribacchiate durante le seghe da scuola al primo album vero e proprio; dai primi innamoramenti ai primi scottanti abbandoni; dalle prime amicizie fraterne alle bugie capaci di farle vacillare. Sullo sfondo di questa storia di prime volte ci sono un'Italia a cavallo fra due millenni - gli anni Novanta del berlusconismo e delle controculture, gli anni Zero del G8 di Genova e dell'11 settembre - e una provincia che, con i suoi lavori mal pagati, le sue famiglie scoppiate e le sue "ragazze eroina", crea dipendenza, frustrazione e rabbia. Ma anche un amore cieco e disperato per la libertà.



Recensione a Cura di Stefano Muzio

Devo dire la verità: quando ho deciso di leggere questo libro non mi aspettavo una biografia di un gruppo musicale, ma la storia mi ha coinvolto, anche perché è un racconto della mia generazione, anche se in realtà Appino, il personaggio principale, è dieci anni esatti più giovane di me.

Conosco bene anch’io, come Appino, Ufo, Osso e Qqru, i centri sociali ed i locali alternativi, il Macchia Nera di Pisa, il Baraonda di Marina di Massa, l’ambiente musicale dei gruppi che faticano ad emergere e l’ambiente libertario dell’alta toscana, non conosco personalmente loro ma ho conosciuto alcuni dei personaggi che vengono citati nel libro. Anch’io come loro ho amici che si sono persi nell’eroina o dietro uno sportello di banca.

Quella dei quattro amici, poi divenuti tre, poi tornati quattro con nuovi ingressi, che suonano nei posti più strani non è solo UNA storia, ma è LA storia di tanti ragazzi nati tra la fine dei ‘60 ed i primi ’70, quelli che hanno visto crollare le torri gemelle, quelli che erano al G8 di Genova, dove lo stato ha mostrato il suo lato peggiore (o forse quello più vero), quelli che hanno vissuto le contraddizioni tra il boom economico appena finito ed il capitalismo più bieco che si accanisce con il sottoproletariato delle periferie.

Forse il libro non è scritto benissimo, ma già il titolo merita la lettura! 

Comunque alla fine gli Zen Circus si sono meritati il palco di Sanremo, ma questa è un’altra storia…

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