venerdì 26 giugno 2020

Vengo dal mare di Marco Musso (Recensione)

Cari lettori, pronti per una nuova lettura?

Il romanzo di oggi racconta di un viaggio, il viaggio di Saeed che imparò a volare.

Vi presentiamo  Vengo dal mare di Marco Musso  - Vertigo Edizioni


Disponibile in cartaceo

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Dedico questo libro alla vita, bene così di valore come acqua, come aria, come ogni sfumatura invisibile, impalpabile come vento che non puoi vedere ma che percepisci riflesso in tutti i sensi, come quel respiro che senti importante proprio quando inizia a mancare. Alla storia, così presente e costante nel suo passato, che ogni essere umano scorda non appena vissuta, come capitolo chiuso, come orologio che batte rintocchi di cuore sordi.
Noi esseri immaturi, ciclici come ingranaggi dal dente rotto, pronti a replicare lo stesso percorso, gli stessi errori.
Dedico questo libro alla speranza, motore di questa esistenza, perché, come lacrima in un mare di parole vuote, vola ad irrorare il terreno che in un seme diverrà primavera.


Il piccolo Saeed è costretto a lasciare la sua casa, la sua terra, le sue radici, lo deve fare di notte, improvvisamente.

Saeed è un bambino felice, non comprende perchè deve abbandonare quelle che sono le sue certezze e salire a forza su un barcone che traballa insieme alla sua famiglia, per attraversare il Mediterraneo in cerca di un rifugio.

Finalmente un viaggio. Scoprire il mondo, ma poi perché partire, per dove? Tutta la mia vita se pur breve era lì, fra quelle pareti di terra e mattoni, in quelle vie dipinte dall’intensità di vissuto nell’elevazione della polvere, in quegli spazi che per me erano casa, erano ricordi.

La sorella stringe tra le mani un piccolo fiore, può sembrare strano scappare dalla propria terra portandosi dietro un fiore, eppure in quei petali c'è l'essenza stessa del romanzo. Nuove radici da collocare, un nuovo mondo in cui provare a rifiorire, lontano dagli orrori della morte e della guerra.
Un fiore che rappresenta la speranza e che Saeed difenderà dalla violenza delle onde e della burrasca.
Quel piccolo fiore è il suo futuro, il germe della sua nuova vita.

La narrazione è quasi poetica, ogni piccolo capitolo è scritto con pennellate di colore e immagini, le parole ci fanno vedere con gli occhi di Saeed, il mare, le onde, il cielo stellato e attraverso abili descrizioni ci sentiamo risucchiati nel vortice di sensazioni che questo piccolo bambino è costretto a sopportare.

Eppure, malgrado la tristezza e il dolore, è un romanzo pieno di speranza, la stessa speranza che il padre di Saeed infonde al ragazzo:

Sentivo che mi diceva: “Non aver paura Saeed. Ce la faremo. Tieniti forte e resisti. Sorridi. Il tuo nome dice questo. Felice. Devi essere felice e rendere felice le persone che ami. Sei sulla strada giusta per la libertà. Io sono e sempre sarò  con te”.

Una lettura assolutamente consigliata


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