domenica 6 settembre 2020

"Nero Velluto", di S.D. Buzzi [Segnalazione]

 Amici Lettori,
il Romance non è un genere che amiamo e che trattiamo con facilità, ma ci piace poter supportare gli esordienti ed ogni tanto chiudiamo un occhio 😉
Oggi vogliamo dare spazio a NERO VELLUTO, di S.D. Buzzi: una fresca pubblicazione in self che è uscita davvero da poco.
Scopriamola insieme!

Nero Velluto
di S.D. Buzzi
Data di uscita: 23/08/2020
self publishing
Pagine: 195

Acquista il cartaceo

La seconda opportunità di chiunque tra noi ha un solo nome: si chiama Amore. Theodore e Perlah sono due universi paralleli, che non dovrebbero potersi incontrare. Al massimo potrebbero sfiorarsi, per poi sfrecciare via in direzioni opposte.A dividerli ci sono ventitré anni, l’opposta estrazione sociale e perfino la nazionalità. Ad accomunarli c’è solo la sofferenza. Un dolore radicato e profondo che nulla sembra poter estirpare. Lei è una prostituta di strada, lui un uomo di successo. Cosa succederebbe se le loro vite s’intrecciassero in una maniera che nessuno avrebbe mai potuto prevedere? Potranno amarsi o si faranno solo del male a vicenda?

 

ESTRATTO


Ogni volta che usciva in strada a colpirla era sempre la stessa cosa: l’odore. Quella parte del South Side puzzava di povertà e decadenza. Era un tanfo acre e nauseabondo a cui non ci si abituava mai. L’olezzo a volte le permeava i sensi anche quando era con un cliente, soffocava tutto, anche il dolore, anche l’umiliazione. Nemmeno a casa sua si respirava aria di ricchezza, ma non ricordava quell’odore. Rammentava con chiarezza le grandi distese di risaie e le piogge frequenti tutto l’anno. Il sentore che le tornava alla memoria era quello della terra bagnata. Il contrasto tra quel piccolo angolo di povertà, situato nella zona interna della più grande isola delle Filippine, e questo immane agglomerato di miseria, collocato proprio nel cuore degli Stati Uniti, era eclatante.  Se non fosse stato per Savannah, l’unica persona che potesse definire amica, Perlah sarebbe stata del tutto sola, persa in quella mostruosa metropoli dal cuore di cemento. Anche quella sera si sentiva così, stretta nel vestitino rosso e attillato che metteva in mostra la figura minuta, dalle gambe esili. Sul viso le avevano imposto di mettere solo un po’ di blush, per ovviare al pallore della pelle che non vedeva quasi mai il sole. Un velo di rossetto rosa le sporcava appena le labbra.  Perlah alzò lo sguardo su Savannah che le stava passando accanto. «Sorridi, quella faccia non va bene, lo sai. Soprattutto visto che c’è qualcuno per te e stavolta sei fortunata.»  Fu in quel momento che lo vide, ritto accanto a Vince. Parlava con il protettore, ma fissava lei, gli occhi piantati sul suo viso. Perlah capì subito cosa intendesse Savannah. L’uomo era alto, dal fisico asciutto e dalle spalle ampie. Sotto la luce artificiale dei lampioni lei non riusciva a distinguere i suoi tratti alla perfezione, ma vedeva comunque un viso armonioso, circondato da una zazzera un po' spettinata che gli ricadeva sulla fronte.




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