venerdì 4 settembre 2020

Tenebre, di Maria Patavia [Recensione]

Salve a tutti lettori e bentrovati per questa nuova recensione. 

Oggi vogliamo parlarvi di Tenebre, libro scritto da Maria Patavia ed edito dalla casa editrice Dark Zone.


Titolo: Tenebre

di Maria Patavia

Editore: Dark Zone

Genere: fantastico| pag. 95

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Una piccola città di provincia è invasa da ombre che fagocitano interi quartieri senza che gli abitanti, chiusi nel loro mondo egoistico, se ne rendano conto. Ogni volta un misterioso mago è presente nei luoghi in cui avvengono strani accadimenti. Di chi si tratta? Il lato oscuro nascosto dietro i volti ipocriti si srotola mischiando le paure ai sogni che diventano incubi e una realtà in continua trasformazione.


 

In piena estate, il libro Tenebre mi è apparso un po’ casualmente devo dire; sono stato portato a leggerlo non solo per il numero delle pagine, poche per una lettura breve, come quello di cui avevo bisogno, ma anche perché la copertina e la breve descrizione mi avevano incuriosito. Senza contare che qui sul blog, la casa editrice Dark Zone è ben conosciuta. Vediamo subito cosa mi ha lasciato quest’opera.

 

Cosa mi è piaciuto:

 

L’autrice è riuscita a prendere degli aspetti della nostra quotidianità, aspetti che toccano le tenebre diciamo del nostro animo, per poi creare attorno ad essi incubi e dolori; l’ipocrisia della gente e problematiche o tematiche, sfortunatamente comuni e conosciute dalle persone in generale. Ognuno di noi ha dentro di sé un po’ di “tenebre” e qui, attraverso le varie storie, si vedono come possono aggrovigliare e portare nel buio e nel terrore gli individui. Dico varie storie, perché in queste pagine non vi è una storia, ma più storie, più personaggi e più tenebre che si addensano in questa sfortunata città. Questa atmosfera che si respira per tutte le pagine, portano il lettore a leggere e divorare pagina dopo pagina, presi dalla scorrevolezza e dalla passione che si percepisce in ogni storia. Personalmente ho trovato tutto il libro molto gradevole da leggere e sempre nella giusta atmosfera; possono essermi piaciute delle storie più che altre, ma si nota un abile tocco nel passare da una storia più splatter, a qualcosa di più drammatico socialmente, a qualcosa di più onirico. Molto ben strutturato da questo punto di vista.

I personaggi delle storie anche appassionano il lettore; non ci sono sicuramente abbastanza pagine per poter ampliare il background di ogni personalità che viene creata dall’autrice, ma ad ogni storia ci si riesce a immaginare il protagonista in modo abbastanza nitido; non sono bidimensionali, nelle loro paure e nei loro dolori si percepisce una persona che soffre e questo permette di tematizzare con i personaggi e quindi ci si riesce bene a immaginarli per tutta la lettura; ci vuole una grande capacità tecnica per riuscire a fare ciò in comunque poche pagine.

 

Cosa non mi è piaciuto

 

L’unico punto a sfavore che ho trovato in questa storia, credo sia il quid di tutto ciò che avviene in questo villaggio; come potete leggere nel retro del libro (che potete leggere qui sopra nella recensione) delle ombre stanno fagocitando interi quartieri e pare che gli incubi e le tenebre delle persone si tramutino in realtà; in aggiunta c’è un mago, che appare a inizio del libro che sembra essere presente in ogni luogo dove avvengono queste cose. Da qui si passa alla lettura delle storie brevi che narrano le vicissitudini dei protagonisti, inghiottiti, chi più chi meno  in questa oscurità; si nota come le vicende si intreccino e come le storie dei personaggi in qualche modo sono collegate, e si può vedere come ogni tanto appaia questo mago nelle storie, ma non c’è da nessuna parte, il quid di tutta la questione; perché il problema è che ti inizi a fare delle domande: da dove arriva l’oscurità, perché sta inglobando questo paese e le vite dei personaggi, chi è il mago in questione, ma soprattutto, quando si chiarisce tutto quanto? Non essendoci mai una risposta a tutte queste domande, ecco che tutti questi racconti rischiano di sembrare senza capo né coda; questo perché, per quanto siano belle storie, manca una trama orizzontale, che sembra che ci debba essere per tutto il libro, ma non si chiarisce in nessun momento dei vari racconti, lasciando il lettore, spaesato, perplesso e pieno di dubbi per il timore di essersi perso in meno di cento pagine qualcosa di fondamentale; probabilmente c’è anche un motivo per questa cosa, ma non mi sovviene proprio.


In definitiva




Anche se vi sono delle cose da migliorare, questa serie di racconti brevi attirano tantissimo nella lettura; personaggi, atmosfera, storie e vicende personali, incroci di narrazione, tutto questo attira tantissimo l’attenzione di un lettore; è veramente scritto bene, coglie notevolmente l’interesse e ispira interesse in quello che sembra voler raccontare. Se vi sarà un proseguo sarò ben felice di leggerlo; consiglio sicuramente una lettura di questo genere che può solo stuzzicare l’ingegno e l’inventiva dei lettori.

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