giovedì 14 dicembre 2017

La chiave di Midgaard, di Maddalena Cafaro [Recensione]

Salve a tutti lettori e ben trovati in questo nuova recensione. 
Torno a voi per parlarvi del libro La chiave di Midgaard, primo romanzo della saga “I guardiani di Yggdrasil – Odissea Wonderland”. Libro scritto da Maddalena Cafaro edito con la Delos Digital. Buona lettura a tutti.


La chiave di Midgaard
di Maddalena CafaroEditore: Delos DigitalData di pubblicazione: 7 febbraio 2017Genere: Urban Fantasy| pag. 204Acquistabile in formato e-book su Amazon QUI
Uno urban fantasy che cambierà la percezione di ciò che vi circonda. La magia non è mai stata così vicina...Sasha ha quasi diciassette anni, un lavoro part-time, una Mini rossa e la vita tranquilla di un'adolescente americana. Tutto questo sta per cambiare. Le storie che le ha raccontato sua madre sono sempre più vere e rischiano di travolgerla, ma i guardiani arrivano in suo soccorso. Così Sasha viene a sapere delle sue radici e del mito attorno al quale il suo mondo sembra ruotare, la sua terra natia: Yggdrasil. Anche se nulla può davvero prepararla alla "rivelazione" verso cui gli eventi la stanno portando... Decisa a ritrovare la sua famiglia e a scoprire cosa le riserva il destino, Sasha accetta il ruolo che le "norne" hanno stabilito per lei, sfidando apertamente i nemici e guardando a fondo nel proprio cuore.

LA MIA OPINIONE

Maddalena Cafaro ci addentra, con questo primo libro, nel suo mondo pieno di magia e misteri, dove il fantasy carico delle visioni e atmosfere fantastiche che possiede si mescola a un mondo ben conosciuto a noi. Ambientato negli Stati Uniti d’America, in un periodo non meglio precisato (ma contemporaneo a noi) l’autrice ci accompagna nella saga con un consueto primo libro introduttivo, utile a far conoscere personaggi storia e l'ambientazione fantasy in cui ci muoveremo. Si troveranno molti spunti collegati alle leggende norrene e a credenze pagane, soprattutto sugli elementi naturali. Ma passiamo a parlare meglio del libro.
Cosa mi è piaciuto
Tra le cose che mi sono piaciute di più del libro, posso di certo mettere la scorrevolezza dell’opera. La storia, sia per come si sviluppa sia per come scrive l’autrice, scivola in modo armonioso, lineare senza rallentare o essere in qualche modo pesante; il libro in se è breve, ma non è solo questo che ti fa continuare a leggere: è la scorrevolezza della scrittura e il senso di rilassatezza che ti da questo tipo di lettura dove, in questo primo libro, non parla di cose semplici. Parla di emozioni, di qualsiasi tipo, della perdita e del dolore che si prova nella sofferenza e nella durezza della vita. L’importanza del ruolo della protagonista e l’evolversi della storia portano spunti non di certo “leggeri” ma resi scorrevoli e piacevoli da leggere ad un lettore di fantasy e non solo.
Sono rimasto piacevolmente colpito dall’uso degli elementi come arte magica. Vero, ci sono altri tipi di magia, ma quello che mi ha colpito sono i maghi dell’aria dell’acqua della terra e del fuoco. Vero non parliamo di qualcosa di nuovo, ma il modo in cui sono descritte queste arti magiche, il loro uso e la loro comprensione nel corso di tutto il libro lasciano il lettore interessato e curioso di capire come si evolveranno le conoscenze verso tali elementi e come saranno usati nelle arti magiche nel corso della storia; comunque sia per ora il modo di insegnare queste arti, il modo di imparare ma soprattutto di ricevere il rispetto degli elementi stessi è qualcosa d’interessante da leggere.
Cosa non mi è piaciuto

La problematica che più mi ha portato a criticare questo libro è il contesto dell’opera. Maddalena Cafaro ci porta in un mondo misterioso senza chiarire molte delle cose che avvengono per tutta la storia che riguardano il quadro che circonda questo libro. Cerco di spiegarmi: un urban fantasy ha dalla sua il fatto che l’ambientazione in parte è il nostro mondo, quindi qualcosa che è sempre familiare per i lettori, e sull’ambientazione in sé, anche quando ci si addentra nel mondo magico dove la protagonista si muoverà, non riscontro problemi; quello che lascia disorientati, è come questi due mondi si fondano (realtà e magia) senza dare un background di fondo ai lettori. La scrittrice ci rivela tante cose di questo mondo e soprattutto tante conoscenze che non sono ben spiegate: il fatto che Sasha sappia cos’è la magia e i guardiani, il fatto che nella scuola vi siano corsi paralleli collegati alla magia, i rituali che sono fatti e le magie degli elementi che sono usate; sono tutte cose che possono funzionare, ma non hanno un contesto che le spieghi. Vero probabile che chi legga un fantasy di questo genere, visto anche il titolo, abbia un background di base che gli permette di assorbire certe informazioni tranquillamente, ma è una probabilità, mentre un primo libro deve introdurre al mondo in cui ci si sta credo debba spiegare anche questi passaggi che non per tutti possono apparire superflui o non necessari.
Seconda questione: spesso, durante la trama, l’autrice anticipa degli avvenimenti che tolgono mistero alla trama stessa. La storia come ho detto è lineare, cosa che solitamente non è un problema; ma la difficoltà che si crea quando si è lineari è che molte cose della trama si comprendano quasi subito, quindi serve cercare di mantenere alto il mistero, il dubbio del lettore che sennò si ritroverà a leggere qualcosa di prevedibile. Maddalena Cafaro qui invece quasi subito svela vari dei possibili misteri della storia e sinceramente per il corso della trama non se ne sentiva il bisogno; anzi se fossero uscite nei momenti cruciali queste verità avrebbero coinvolto molto di più i lettori. Io non so perché di questa scelta dell’autrice, ma durante la lettura mi ha tolto tanto del pathos perché ha tolto tutti i possibili dubbi e ipotesi che si potevano fare della storia.
In definitiva



Non una partenza forte questo primo libro, che lascia pochi dubbi sul proseguimento della trama e che non ha dato ancora un contesto ambientale abbastanza solido. Ci sono varie cose buone che potranno ancora dare forza a questa saga, ma dovranno essere convincenti. Ci sono poi altri piccoli difetti che ho notato ma che sono solamente personali e dettati anche da una questione: questo tipo di storie possono attirare di più dei giovani lettori alle loro prime letture fantasy, possono coinvolgere più chi è meno avvezzo a vedere criticità facilmente superabili alla fine e che comunque possono rendere una saga urban fantasy, una lettura più che piacevole.

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