martedì 23 gennaio 2018

Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness [Recensione]

Bentrovati Lettori Erranti, oggi sono strafelice di parlarvi di un libro che mi ha preso davvero tantissimo, e che ho letto grazie  al gruppo di lettura di AccioBooks. Il libro di cui vi voglio parlare è Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness, del quale hanno anche realizzato un film (che ho visto ieri sera, e che consiglio di vedere).  


Sette minuti dopo la mezzanotte
di Patrick Ness
Mondadori Ed.
Pag. 222
€ 8,50 (cop. Flessibile) - € 6,99 (ebook)
Genere: Narrativa fantasy
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Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Conor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l'orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Conor si aspettava l'entità fatta di tenebre, di vortici, di urla... No. Questo mostro è un po' diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità. 



LA MIA OPINIONE

Come dicevo all’inizio questa lettura consigliata mi ha preso moltissimo, e l’ho conclusa in mezza giornata.  Ci troviamo davanti a letteratura per ragazzi (età consigliata: 12 anni in su), ma penso che fermarsi a giudicarlo semplicemente un romanzo fantasy sia assolutamente sbagliato. Il primo giudizio/pensiero che mi è venuto in mente finita la lettura è stato “Una favola per adulti da leggere tutta d’un fiato”, e a saperlo prima avrei preparato i fazzolettini per le lacrime che mi sono scese soprattutto alla fine.

Le storie sono importanti, disse il mostro. 
Possono essere più importanti di qualsiasi altra cosa. 
Se portano con sé la verità.

Il libro si apre con la prefazione dell’autore che spiega di aver avuto il compito di realizzare quest’opera lasciata incompiuta dalla scrittrice Siobhan Dowd, scomparsa nel 2007, e già le sue parole mi colpiscono al cuore: “Mi sentivo – e mi sento ancora – come se mi fosse stato passato un testimone. Una scrittrice di grande talento mi donava la sua storia e mi diceva: “Va’. Corri, portala con te. Sconvolgi tutto”. Ed è questo che ho cercato di fare.”

Andiamo ora alla trama del nostro romanzo. Il piccolo protagonista Conor  O’Malley sta vivendo una situazione molto difficile, la madre è malata e il padre vive in America con la sua nuova famiglia. Quando la situazione diventa ingestibile, per i problemi che causano le cure mediche, la nonna, con la quale Conor ha un pessimo rapporto, va a vivere con loro. Lui è costretto a cederle il suo letto, ma ciò che più gli da fastidio è averla tra i piedi. C’è da notare che non si parla mai di quale malattia si tratti e di quali cure affronta la madre, ma se ne parla in generale, rivolgendosi ovviamente a un pubblico che potrebbe non comprendere il significato in termini medici o più specifici.

Da quando la madre sta male, ogni notte Conor fa un incubo, o meglio, l’incubo. Sempre lo stesso. Un mostro che lo terrorizza nel profondo.
Dalla casa del nostro protagonista si vede un cimitero, sul quale erge maestoso un tasso, che una notte “inizia a camminare”, e che va a fargli visita per raccontargli  tre storie. Ma vuole qualcosa in cambio, la storia di Conor, e vuole proprio quella storia, il suo incubo, nel quale si nasconde una verità che il nostro piccolo amico non vuole ammettere, nemmeno a se stesso.
Quando entra in scena il mostro, che in realtà, un mostro non è, mi si sono drizzate le orecchie (beh, si dovrei dire gli occhi, ma tant’è che avete capito il concetto)…
Il mostro si presenta “Chi sono io? Ho avuto tanti nomi quanti sono gli anni di cui è fatto il tempo! Io sono Herne il cacciatore. Io sono Cernunnos. Io sono l’eterno Uomo Verde.

Legata alla mitologia celtica come sono, ho subito apprezzato la scelta dell’autore di collegare queste figure a un personaggio del libro, così come la scelta dell’albero del tasso, non è di certo casuale. Il tasso è anch’esso legato alla mitologia celtica, chiamato albero della morte, veniva posto nei cimiteri, considerato protettore delle porte dell’aldilà e dei morti che affrontavano il loro viaggio, inoltre grazie alla sua longevità rappresenta anche l’immortalità. C’è da ricordare che il tasso è molto tossico, ma alcune specie, hanno nella loro corteccia una sostanza che può aiutare nella cura del cancro, come vedremo anche nel nostro romanzo.

Andando avanti con il nostro romanzo, ascoltando le storie del mostro, facciamo un viaggio anche noi, introspettivo e profondo, ci troviamo noi stessi ad essere Conor, un ragazzino  che ha paura, ma vuole essere coraggioso, e a volte è freddo e duro, con gli altri e con se stesso,  che non vuole essere giudicato, e non vuole essere commiserato, ma che vuole anche non essere più invisibile.

“La vita non si scrive con le parole. Si scrive con le azioni.
 Quello che si pensa non conta. La sola cosa importante è ciò che si fa”

Ogni storia ha la sua morale, e di solito, in un romanzo per ragazzini, ci si aspetta qualcosa di scontato, ma non qui. Non mi soffermo sulle storie ovviamente, lasciando a voi il piacere di leggerle e scoprirle..
Anche i personaggi hanno il loro giusto spazio, il padre è assente-distante anche quando va a trovare il figlio e l’ex moglie, la nonna che si nasconde dietro il suo atteggiamento distaccato e austero mostrerà qualcosa in più di sé. Anche i personaggi che sono secondari, Lily e gli altri compagni di scuola, così come l’insegnante, hanno un ruolo non del tutto marginale, e ci vengono descritte dando loro la giusta attenzione per poterle collocare perfettamente nella trama.

Nonostante io abbia provato a mettere insieme alcuni pezzi, il finale non è per nulla scontato. Volete scoprire qual è la verità di Conor? Non vi resta che leggere questo meraviglioso romanzo.

"Se dirai la verità, gli bisbigliò nell’orecchio il mostro,
 sarai in grado di affrontare qualunque cosa accada"




Romanzo straconsigliato, molto più profondo e ben scritto di tantissimi altri romanzi per adulti, con una grande morale, adatto a chiunque. Scritto con semplicità, ma che tocca le giuste corde dell’anima.


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