ben ritrovati al consueto appuntamento del martedì dedicato alle citazioni migliori, tratte dai libri in corso di lettura. La rubrica, come sempre, è in collaborazione con VIRGI (Le Recensioni della Libraia) e DEB (Leggendo Romance) e noi tre, oggi, vi lasceremo alcune frasi che ci hanno maggiormente colpito. Ovviamente non mancano pasticcini e tazze fumanti..
Pronti?
VIRGI
"Gli abbracci degli uomini durano pochi istanti, il tempo infinito è quello del rimpianto"
"La Locanda dell'Ultima solitudine" di Alessandro Barbaglia
Di questo romanzo avrei sottolineato ogni singola parola, tutti i segni di punteggiatura e pure gli spazi vuoti. È pura poesia.
Ho dovuto scegliere, però, per la nostra rubrica e la mia scelta si è concentrata su questa frase che contiene tante tante verità. La prima è che dovremmo abbracciarci di più, spesso, senza limiti. Abbracci lunghi, quasi soffocanti, con i corpi che si toccano.
La seconda è che si rimpiangerà di più un abbraccio non dato, che uno di troppo. E i rimpianti non vanno mai bene.
La terza è che la vita è quell'istante di respiro, è l'insieme di quei respiri. Quindi diamoci tanti abbracci, veri, di contatto, facciamolo spesso e, a volte, magari, anche a sproposito. E facciamolo adesso.
DEB
«Trattengo il fiato e tendo le orecchie, concentratissima. Di nuovo silenzio totale. Mi sono sbagliata? Possibile che quei rumori fossero frutto della mia immaginazione? Certo, dal punto di vista razionale è un’ipotesi da tenere in considerazione, ma il mio cuore manifesta il suo dissenso continuando a battere all’impazzata. E se c’è una cosa che proprio non riesco a sopportare è l’incertezza.
Sul mobiletto dell’ingresso c’è il fermacarte che Ela mi ha regalato un paio di settimane fa. Un dado di vetro azzurro che pesa almeno due chili. Lo afferro, ignoro i volantini e le buste che planano sul pavimento e mi affaccio in salotto.
Niente. Nessuno. Almeno qui. Il soggiorno e la porta della veranda sono esattamente come li ho lasciati.
Non resta che controllare la cucina, ma da qui non riesco a vedere bene, c’è troppa poca luce.
Ho la mano sudata e per poco il fermacarte non mi scivola via; lo stringo più forte ed entro in salotto, senza fare rumore. Conquisto il centro della stanza.
Proprio nel momento in cui inizio a sentirmi ridicola, dal buio della cucina sbuca fuori un’ombra.
Il grido che vorrebbe uscirmi si smorza in gola, è come se all’improvviso non ci trovassi più aria. Sono un blocco di ghiaccio»
Tratto da "L’estraneo" di Ursula Poznaski e Arno Strobel – Giunti
Ho scelto questa frase che si trova all’inizio del romanzo perché mi ha trasmesso subito la suspense, il senso di terrore e sospetto che si ritrovano anche tra le pagine del libro andando avanti. Qui la protagonista si trova a casa, sola, mentre dei rumori si insinuano nella sua mente e la paura si fa strada nel suo cuore…se capitasse a voi cosa fareste? La protagonista è coraggiosa, mi è piaciuta sin da subito, nonostante lo smarrimento e le incertezze affronta l’ignoto.
IO
"Si svegliava proprio prima di cogliere ciò che la voce diceva. E fu a quel punto che si svegliò anche quella notte. Riaprì gli occhi di scatto sentendosi perfettamente sveglia e lucida, assalita da quel desiderio viscerale di raggiungere la terra sognata, di salvare quel che restava di un mondo perduto."
Tratto da "Sei Pietre Bianche" di Daisy Franchetto - Dark Zone Edizioni

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