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venerdì 10 luglio 2020

James Biancospino e i giorni dell'ardesia, di Simone Chialchia [Recensione]

Salve a tutti lettori e ben trovati per questa nuova recensione; oggi voglio parlarvi del libro scritto da Simone Chialchia, si tratta di “James Biancospino e i giorni dell’ardesia”, edito dall’Aporema Edizioni.


Titolo: James Biancospino e i giorni dell'ardesia
Autore: Simone Chialchia
Editore: Aporema Edizioni
Genere: Urban-Fantasy! pag. 482
Saga delle pietre magiche
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Dopo le mirabolanti avventure affrontate nel sedicesimo secolo, James Biancospino torna al presente ed è di nuovo costretto a destreggiarsi nell’eterna guerra tra la setta della Confraternita della Luce e quella degli Oscuri. Tra duelli mozzafiato, affetti contrastati ed estenuanti iniziazioni, l’epopea del protagonista si snoda attraverso tre continenti, alla ricerca dell’arcano potere nascosto nell’ardesia, l’unico che sembra in grado di risolvere in modo definitivo le sorti del conflitto.







L’ho letto cosa ne penso:


Il libro di cui vi andrò a parlare è il seguito di “Le sette pietre magiche”, e quindi vedremo come l’autore andrà a proseguire la storia nel corso di questo secondo libro. Non ho avuto modo di leggere la precedente creazione di Chialchia (e di questo me ne scuso) ma ho cercato di recuperare informazioni qua e là, in modo da ritrovarmi a ragionare meglio su certi passaggi della storia che stavo leggendo; andiamo quindi a vedere assieme questo romanzo.


Cosa mi è piaciuto:


Per quanto l’ambientazione attorno a tutta la storia, sia un Urban fantasy canonico, ha comunque delle idee al suo interno molto interessanti; dico “canonico” perché negli ultimi anni quando ho letto delle storie con ambientazione di questo genere, ritrovo sempre una certa linearità in quello che succede, degli “step” o comunque degli eventi o dei luoghi che sono sempre presenti in questi romanzi; cosa mi ha colpito più del solito però? La magia, o meglio come il protagonista e tutti i personaggi attorno ad esso richiamano a sé delle energie arcane, in grado di potenziare le persone normali dandogli quei poteri che sono utili per affrontare i loro avversari presenti in tutta la storia. Non solo sono affascinanti le modalità d’uso, i diversi materiali sfruttati, ma anche il modo in cui richiamare tale potere, la forza interiore, il credere in ciò che si sta facendo, etc. etc. che  non è niente di innovativo, ma unita a questa scelta d uso del lato “fantasy” della trama ha un che di intrigante e che ti fa porre molte domande, non solo sui personaggi ma sulla congrega di cui il protagonista entrerà a far parte.

Ed è indirettamente proprio la congrega della luce, organizzazione dove entrerà di gioco forza James Biancospino, l’altra cosa che fa riflettere e che crea molti spunti interessanti; se nell’uso della magia si vede il lato “fantasy” del libro, nella vitta dentro la congregazione si vede in modo molto forte la parte Urban, nei suoi pregi e nei suoi difetti. Il pregio all’interno della storia e come viene presentato l’ordine e di come si viva la “missione” da parte dei confratelli, e quindi anche il modo di sfruttare le energie magiche e non di quel mondo. Il protagonista si ritroverà davanti non più quella setta che aveva avuto modo di conoscere secoli addietro, nel suo viaggio nel tempo; ora ci si trova davanti a persone ambiziose e che cercano di usare il potere per raggiungere i vertici; soldi controllo sugli altri e arroganza, ma soprattutto il concetto di non fidarsi di nessuno. Per fatti risalenti al precedente libro infatti, la regola d’oro è diventata “non fidarsi nemmeno dei propri compagni”, è non aspettarsi aiuto o appoggio da loro; anzi meglio impari a vedertela solo con le tue forze e usare il meno possibile il lavoro di squadra meglio è. Regole e prassi che molti nella congrega accettano, ansi insegnano, mentre altri, come i vecchi amici di James dal precedente libro non approvano e osteggiano; una lotta interna ma silenziosa; non vi sono lotte intestine apparenti e l’organizzazione non pare volere netta divisione, questo perché comunque si sta facendo del bene, si stanno combattendo gli antichi nemici e in certe zone del mondo non è per nulla semplice questa lotta. Insomma, si va avanti con il minore dei mali; per non spaccare il sistema e continuare vera missione dell’ordine si accetta una situazione all’interno della congrega, che il protagonista troverà fin dai primi momenti assurda, senza contare che è lo stesso scrittore a dipingere la situazione attorno a tutta la storia con tratti che fanno pensare a qualcosa di sbagliato.

Infine, una parola sulla caratterizzazione dei personaggi. Sicuramente quello che viene meglio costruito per tutto il libro è il protagonista, la sua evoluzione, i suoi ideali iniziali e come cambiano nel corso del tempo, come si adattano nel mentre cerca di tenersi saldo sulle sue convinzioni e su ciò che prova verso gli altri. Un excursus bello e ben fatto; peccato tocchi in pieno solo James, mentre gli altri sono un po’ lasciati a loro stessi; hanno una caratterizzazione iniziale ma non si vede molto altro; ogni tanto per alcuni dei personaggi con cui si confronta di più il protagonista vi sono delle aggiunte ma di base tutti gli altri rimangono fermi nel loro mondo con quei loro connotati iniziali.


Cosa non mi è piaciuto:


Come avevo già accennato, riguardo la parte “Urban” della storia, vi sono degli alti e bassi; i bassi per me si sono presentati nel momento della “presentazione” di uno dei luoghi più canonici del genere, ovvero l’accademia; sarò molto sincero se c’è qualcosa che mi ha sempre molto deluso nella lettura di questo genere, è il fatto che ad un certo punto (di solito al secondo libro di una saga) il protagonista finisce dentro una scuola per apprendere i poteri/magia/qualunque cosa per sopravvivere al mondo esterno; è questo lo dico non perché, la strada che viene presa all’interno di queste accademie è quasi sempre la stessa, ma perché alla realtà dei fatti, per la trama porta sempre questa parte, poco o nulla. Si lo so che per coerenza di una trama, effettivamente degli studi sulla materia “magica” ci stanno: si è nel mondo normale tra tecnologie e modernità e non ci sono molti altri modi per controllare certe arti se non studiandole, e so bene che spesso il protagonista, imparerà qualcosa che porterà nel cuore per tutta la storia, incontrerà persone che rimarranno legate a lui o comunque persone fidate che lo potranno aiutare, ma (e questo vale tantissimo per questa saga) questa cosa si percepisce pochissimo, anche perché le persone fidate della congrega, James le conosce già dal primo libro. Per quanto riguarda il concetto di imparare qualcosa, ritengo che si possano anche scegliere strade differenti al giorno d’oggi


In definitiva:




Abbiamo davanti comunque una più che buona lettura; ci sono cose da migliorare, uno stile di scrittura che può fare a meno di certe uscite o descrizioni, ma comunque si è su una buonissima strada; le idee ci sono tutte e le possibilità di un seguito più che interessante anche. Sono tante le dinamiche che potrebbero andare avanti e molti ancora sono i possibili scenari che il protagonista si potrebbe trovare davanti agli occhi. Molti personaggi sono ancora in gioco e spero che gli avversari avranno anche più determinazione e concretezza, in modo di avere una sfida tra le due fazioni sia sul piano del nostro mondo che dal lato fantasy


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