Pagine

mercoledì 9 gennaio 2019

"Te la sei cercata" di Louise O'Neill [Recensione]


Bentrovati Lettori Erranti, oggi vi vorrei parlare di un libro che ho letto il mese scorso e che mi ha colpita molto. Ho conosciuto questo titolo grazie a Carolina che seguo su instagram (@lhascrittounafemmina) e che vi consiglio di seguire perché le sue proposte sono sempre molto interessanti. Andiamo a conoscere questo libro e il mio parere.


Te la sei cercata
di Louise O'Neill 
Editrice Il Castoro
Progetto Editoriale HotSpot
Genere: Young Adult
Pag. 368
Prezzo: € 16,00 
Acquistalo QUI

In una cittadina di provincia dove tutti si conoscono, Emma O'Donovan è diversa. Lei è speciale: diciotto anni, bellissima, popolare, potente. È sempre perfetta e ama essere desiderata. Tutte le ragazze vorrebbero essere sue amiche, e tutti i ragazzi vorrebbero uscire con lei. Fino a quella notte. A quella festa d'estate, Emma era troppo ubriaca per rendersi conto di cosa stava accadendo, troppo ubriaca per dire basta, troppo ubriaca per ricordare. Ma quelle immagini, quelle fotografie che tutti hanno visto online, significano che non potrà mai dimenticare. E dopo la violenza comincia un nuovo incubo: Emma era speciale, ma ora è solo una fonte di imbarazzo. È sulla bocca di tutti, assurdamente additata e accusata. Davvero se l'è cercata? Davvero è sua la colpa? Senza punti di riferimento, Emma comincia a dubitare persino di se stessa.


LA MIA OPINIONE

Quando ho iniziato questa lettura ho avuto difficoltà ad “ingranare” la marcia nelle prime pagine, poiché non avevo ben inquadrato i personaggi e l’ambientazione.  Ho, infatti, avuto difficoltà a memorizzare i nomi e i personaggi. Ma questo ormai lo sapete che è un mio problema.
La voce che ci accompagna nella lettura è quella della protagonista Emma O’Donovan, una ragazza bellissima, benestante, e molto egocentrica. È circondata da tante amiche che spesso la invidiano e lei non fa altro che farsi desiderare e mettersi in mostra con i ragazzi che le stanno attorno. Questo è quello che appare a primo impatto.

Andando avanti con la lettura mi sono sempre più sentita portare dentro la piccola cittadina irlandese dove vive Emma, insieme a compagne e amiche, amici e famiglia.
La protagonista appare un po’ stronza, se vogliamo giudicarla in qualche modo, ma si capisce fin da subito che è insicura e in costante conflitto con se stessa.
Da un lato vuole apparire la ragazza perfetta, la figlia che tutti vorrebbero avere, che prende bei voti, amata da compagne e professori, e con la famiglia perfetta. Ma desidera molto di più, vuole dimostrare che può ottenere tutto e tutti (compresi i fidanzati delle proprie amiche se volesse) ma che non è la “brava” ragazza che tutti credono.

Una sera d’estate si ubriaca e assume delle droghe. Cosa è successo quella notte? Tantissime foto sono state pubblicate in rete e lei non ricorda nulla. Solo quelle foto a testimonianza di ciò che è successo.
Le compagne che prima la adoravano, o almeno così sembrava iniziano a tirare fuori alcuni “conti in sospeso” nei suoi confronti, la sua famiglia che vuole sempre apparire perfetta la colpevolizza di averla rovinata e anche i mass media iniziano a giudicarla.
Davvero se l’è cercata? Cosa ha fatto? Cosa è successo?
Dubita di se stessa, e dubita di tutto. Non è capita. Peggio ancora non viene nemmeno ascoltata e si chiude in se stessa, continuamente bombardata da messaggi offensivi e tormentata dalle immagini e dai commenti che ha letto su internet.

Si tocca un argomento delicato ed attuale, lo stupro, quella parola che Emma non vuole pronunciare e non vuole sentire. Qualcosa dentro di Emma si rompe, è stata umiliata, è stata violata. Ma non importa a nessuno. Lei è diventata Easy Emma, come la chiamano in molti.

L’autrice scavando a fondo ci mostra una società che insegna alla donna a NON fare questo o quello, NON essere o NON apparire in certi modi per sfuggire al destino della violenza. Ce ne rendiamo conto di quanto sia assurdo tutto ciò? Dobbiamo parlarne.

La situazione è reale, è questa. L’autrice ce lo dice in maniera diretta e cruda. Salvare le apparenze, colpevolizzare la vittima, cercare il motivo per cui è successo quello che è successo dove la colpa è sempre e comunque della vittima.

Un finale che fa arrabbiare, non è quello che ci si aspetta da un romanzo, ma è un finale comunque possibile, una scelta che purtroppo molte donne continuano a fare, quando non vengono ascoltate né credute.


Un libro che va letto, e di cui si deve parlare, per poter affrontare argomenti delicati come la violenza e come agisce e reagisce la società davanti a tutto ciò.



Nessun commento:

Posta un commento